Il silenzio non è esattamente quello degli innocenti. Adolfo de Stefani Cosentino, presidente di Federauto, l’associazione che raggruppa le oltre 1.500 concessionarie italiane, proprio fatica a comprendere. “Ci hanno fatto riaprire le nostre aziende, senza darci risposte sul come pensano di gestire il rilancio del settore. E senza quelle, sarà difficile si possa muovere qualcosa, almeno nei primi tempi. L’incertezza crea ansia a tutti, la peggiore delle situazioni. Al massimo riusciremo a consegnare qualche macchina di quelle già ordinate e vendute”.

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I suoi contatti con il Governo, sono continui: che sensazioni ne ricava?

“Che stiano ancora litigando troppo, tra chi ha paura della diffusione del contagio e chi invece vuole rispettare la libertà dei cittadini. Senza che però questo si traduca in chiari procolli per una ripartenza collettiva. E questo mentre alcune Regioni vanno per conto loro. Insomma, non ci si capisce più nulla. In un caos generalizzato, quello in cui ci troviamo coinvolti, come automotive, rischiamo anche di essere confusi tra quelli che chiedono, questuano aiuti statali. Ma l’autentica realtà, è un’altra. Nessuno decide, nessuno si prende una responsabilità, per il turismo come per noi, perchè non riescono ancora a valutare quanto denaro riusciranno ad avere nelle tasche quando sarà davvero indispensabile averli. Ma tutti hanno bisogno di tanto, così la morale è l’immobilismo. È la cosa migliore, la più facile da fare è proprio quella di non fare niente. Almeno non si corre il rischio di sbagliare. Sì, penso che alla fine, visto che tutti chiederanno interventi a fondo perduto, saremo costretti a fare da soli, a meno che davvero non si riesca a far comprendere a tutti che i soldi che servono a noi, non sono per assistenzialismo. Dei sussidi per mantenere intatti i nostri margini, bensi linfa vitale per far ripartire buona parte del meccanismo economico”.

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La sua speranza?

“Che qualsiasi cosa decidano, la decidano in fretta , perchè non vorrei che la vittoria di far riaprire le concessionarie a inizio maggio, unico settore al dettaglio insieme alle librerie, e dopo una battaglia culturale davvero pesante, si trasformi in una vittoria di Pirro. Aprire per poi aver nessuno che riesce ad entrare per tanti motivi, non ultimo quello economico, sarebbe davvero una beffa. E del resto, se si è in attesa di incentivi e questi tardano ad arrivare, perchè devo entrare in una concessionaria? Solo per guardare i modelli nuovi? Morale, o arrivano forti stimoli alla ripresa dei consumi, oppure il settore e la stessa economia faticherà ancora a lungo per ripartire”.

Dica la verità, cosa si augura che passi tra le proposte che avete portato al Governo?
“Sarebbe tanta roba se solo arrivasse la defiscalizzazione per le auto aziendali e le partite IVA. La rottamazione
mi piacerebbe tanto ma temo abbia un costo troppo elevato per lo Stato. Sul resto, dipende dalla sensibilità di chi ci governa. L’estensione degli incentivi alla fascia più alta di emissioni non dovrebbe avere problemi. Incrociamo le dita”.