La crisi del settore auto generata dal COVID-19 non è certamente una nostra esclusiva. Il mercato mondiale è in crisi e quello europeo a marzo aveva già perso oltre il 50% delle vendite. Se guardiamo i numeri del comparto a livello europeo, vediamo che sono 13,8 milioni gli addetti del settore automotive, pari al 6,1% di tutti i lavoratori in Europa, e l’11,4% degli addetti del settore manufatturiero, circa 3,5 milioni, appartengono al settore automotive. L’industria automobilistica genera un surplus commerciale di 84,4 miliardi di euro per l’Unione Europea. E il fatturato generato dall’industria dell’auto rap- presenta più del 7% del PIL dell’intera Europa. Inoltre con un investimento annuale di 57,4 miliardi di euro in ri- cerca e sviluppo, il settore automotive è il maggior contributore privato per quanto riguarda l’innovazione, con il 28% della spesa totale in Europa.

L'editoriale di Speciale Ripartiamo: "Dignità per tutto l'automotive"

UNA PROGRAMMA COMUNE

Forti di questo peso già il mese scorso ACEA, l’Associazione europea dei costruttori di autoveicoli, aveva denunciato la situazione preoccupante al Presidente della Commissione UE Ursula Von Der Leyen chiedendo di sospendere le sanzioni alle Case auto per il superamento dei livelli di CO. Ora assieme alle altre categorie del settore (CECRA, CLEPA e ETRMA) hanno presentato un piano in 25 punti che chiede incentivi per il rinnovo del parco circolante per dare il via alla ripresa economica del settore automotive.

Tra i punti più interessanti ci sono temi legati a delle regole comuni sulla sanificazione del luogo di lavoro e le norme di sicurezza. Si parla anche di trasporto di merci che deve essere esente dalle chiusure delle frontiere, di allineamento delle misure di controllo delle frontiere che invece devono essere aperte, oltre a concedere esenzioni uniformi per gli spostamenti transfrontalieri e i viaggi necessari, prendendo in considerazione la flessibilità temporanea nelle regole di concorrenza per utilizzare le flessibilità di differimento offerte dal codice doganale dell’Unione.


Alcuni punti invece riguardano direttamente le vendite delle auto e l’utente finale:

- Riaprire al più presto concessionarie e officine automobilistiche. In Italia sono riaperte dal 4 maggio.
- Introdurre schemi di rinnovo imme- diato dei veicoli per tutte le categorie di
veicoli in tutta l’UE. Come è stato chiesto in Italia da UNRAE.

- Rafforzare i piani di rinnovo nazionali con finanziamenti diretti dell’UE.
- Strumenti di finanziamento diretto dell’UE per appalti pubblici mirati di nuovi veicoli.

- Avviare senza indugio il progetto an- nunciato per la ricarica e l’infrastruttu- ra per i carburanti alternativi. Questo tema è una delle nostre proposte per far partire la mobilità elettrica in Italia. - Accelerare e facilitare gli investimenti nelle infrastrutture digitali di prossima generazione.

- Valutare l’impatto della crisi di Co- vid-19 sulla legislazione rilevante per l’industria.
- Riavviare il processo di omologazione il più rapidamente possibile.

- Proporre emendamenti alla direttiva sulle infrastrutture per i combustibili alternativi già nel terzo trimestre 2020. - Accelerare le proposte legislative per sostenere l’adozione di carburanti a basse emissioni di carbonio e a basso inquinamento.

- Riflettere “Just Transition” e la ripresa di Covid-19 nell’agenda delle compe- tenze.
Alcuni punti riguardano direttamente la forza lavoro con la riqualificazione della stessa e un patto settoriale di compe- tenze a livello europeo.

Una serie di proposte, alcune molto istituzionali come deve essere, che però si rivolgono in modo decisamen- te coordinato all’e istituzioni europee. Eric-Mark Huitema, Direttore Generale di ACEA, afferma: “Ora è cruciale rimettere in moto l’intera catena del valore della filiera automotive, rilanciando in maniera coordinata le attività industriali e commerciali e mantenendo la liquidità per le imprese. Dovranno essere adottate misure mirate per sti- molare la domanda e gli investimenti. Stimolando la domanda, infatti, sarà possibile aumentare la nostra capacità produttiva, salvaguardando occupazione e investimenti”.

Quindi non solo UNRAE si sta muo vendo con le richieste fatte al nostro Governo, ma anche le istituzioni internazionali stanno lanciando un grido d’allarme perché la forte crisi settore non si trasformi in un dramma ma vengano presi i giusti provvedimenti per risolverla e si guardi al futuro dell’automotive.