Dal sole della California a quello di Portofino, da vivere con il tetto rigido giù o in configurazione coupé. Se il comune denominatore tra la California T e la Ferrari Portofino è nella sovralimentazione con turbo del motore V8 a cambiare è tutto il resto. Il propulsore guadagna 40 cavalli e tocca quota 600, con 760 Nm di coppia massima a 3.000 giri/min (+5 Nm), merito di un'aspirazione ridisegnata, nuovi pistoni, bielle, una linea di scarico interamente modificata, a partire dal collettore di scarico monofuso con vantaggi sulla riduzione delle perdite di carico.

V8 3.8 turbo che si sposa con un telaio nuovo, più leggero, vestito del linguaggio stilistico evoluto e vicino ai tratti della 812 Superfast, chiaramente nella direzione di un frontale molto più aggressivo di quanto non fosse quello della California T. Cambia il taglio dei gruppi ottici, accompagnati da aperture laterali, cofano motore scolpito, ampia calandra. La presenza scenica della nuova coupé-cabrio è notevole, più personale e dinamica. La silhouette è stata trattata per creare una linea con tetto chiuso chiaramente fastback, su una fiancata impreziosita dalla consueta, maniacale, cura aerodinamica, sottolineata dai passaruota aperti per gestire al meglio i flussi.

Tra gli interventi tecnici, da segnalare l'adozione del Variable Boost Management, per un'erogazione della coppia gestita in funzione della marcia inserita, uno sterzo reso più diretto del 7% con l'adozione dell'assistenza elettrica, la presenza delle sospensioni magnetoreologiche SLM-E, il differenziale elettronico di terza generazione E-Diff 3 con F1 Trac. In termini di prestazioni il tutto si sintetizza in una velocità massima di 320 km/h (+4 km/h sulla California T) e 3"5 da zero a cento orari (-0"1 di miglioramento), primi indizi su quanto andrà forte la Ferrari Portofino.  

Gran passo avanti compiuto anche all'interno, dove si conferma la soluzione due posti più due strapuntini di fortuna; l'infotainment da 10,2 pollici al centro della plancia è completato dal Passenger Display, posto dinanzi al sedile del passeggero. Cambiano le linee del volante, migliora l'efficacia del climatizzatore in condizioni di marcia con tetto chiuso o aperto - operazione possibile anche in movimento, a basse velocità - e grazie al frangivento modificato, il Wind Deflector, i tecnici Ferrari hanno ottenuto una riduzione del 30% dei flussi d'aria nell'abitacolo nella guida scoperta e minor rumore aerodinamico, che si traduce in un maggior comfort di marcia, completato dai nuovi sedili con regolazione elettrica a 18 vie.