Il debutto nel mondiale rally è andato oltre ogni aspettativa, con la Toyota Yaris WRC subito a podio. Al Salone di Ginevra verrà presentata la variante stradale, accreditata di 210 cavalli ma soprattutto sarà l'occasione per introdurre un restyling incisivo sia su alcune soluzioni di design che sull'offerta di motorizzazioni. Non ci sarà spazio sulla Yaris 2017 per il quattro cilindri aspirato da 1.3 litri, in grado di erogare 99 cavalli e 125 Nm di coppia massima. Al suo posto debutterà un nuovo 1.5 litri contraddistinto da diverse soluzioni tecniche mutuate anche dall'esperienza fatta in campo ibrido.

Più potenza e coppia, consumi ridotti, unità in linea con la normativa Euro 6c e pronta per affrontare il ciclo di omologazione Real Driving Emissions. Con 111 cavalli e 136 Nm migliora i valori del milletré e le prestazioni in accelerazione e ripresa; il tempo sullo 0-100 km/h diminuisce di 8 decimi e si attesta a 11" netti, in ripresa da 80 a 120 km/h il miglioramento è di 1"2, con un tempo assoluto di 17"6. La riduzione dei consumi vale il 12% e nel ciclo misto la Yaris 1.5 litri VVT-iE dovrebbe accontentarsi di 4.3 litri/100 km.

Cubatura a parte, il VVT-iE ottiene un rendimento termico del 38,5%, non troppo distante dal 40% staccato con la Prius, e introduce diverse novità degne di nota. Anzitutto i tecnici hanno lavorato all'incremento del rapporto di compressione, fissato in 13,5:1 e hanno fatto ricorso a una diversa progettazione della camera di combustione, pensata per offrire una maggiore omogeneità nella diffusione della miscela aria-benzina.

Il ricircolo dei gas di scarico prevede un gruppo EGR con raffreddamento dedicato, EGR funzionale al ricircolo dei gas inerti nel ciclo di aspirazione per abbattere la temperatura in camera di combustione. Terza peculiarità del nuovo 1.5 litri, l'adozione di una fasatura variabile lato aspirazione mediante un attuatore elettrico, che interviene ritarando la chiusura delle valvole di aspirazione oltre il punto morto inferiore del pistone materialmente creando la transizione a un motore a ciclo Atkinson.

I tecnici hanno, infine, adottato un sistema di raffreddamento a liquido per il collettore di scarico con l'obiettivo di ridurre la temperatura dei gas combusti, vantaggio che alle velocità autostradali si trasforma nel non dover ricorrere all'arricchimento della miscela aria-benzina per abbassare la temperatura in camera di combustione.