Nel 1996 il debutto di Audi A3 coincise con la nascita della classe compatta premium. Ora siamo arrivati alla quarta generazione, che abbiamo provato in versione camuffata, ma non a tal punto da non intuirne il design, uno dei punti di forza della casa di Ingolstadt, insieme ad un livello tecnologico sempre più elevato.

Il fatto che il test si sia svolto in un’isola sperduta dell’Atlantico la dice lunga sul riserbo che si è voluto mantenere. Specie per quello che riguarda gli interni e tutto il gruppo cruscotto-strumentazione, di cui non possiamo per ora svelarvi le foto, ma che saranno uno dei punti di forza della A3 Sportback.

Come cambia fuori

A livello di design, si intuiscono evoluzioni importanti, come le fiancate svasate, i montanti posteriori inclinati. L’insieme, dall’anteriore al posteriore, è più cuneiforme, accentuando l’aggressività. Spicca l’ampio single frame frontale esagonale, con griglia a nido d’ape. Carrozzeria solo a 5 porte, per tutta la gamma. Al prossimo Salone di Ginevra, esattamente nella mattinata del 3 marzo, non ci saranno più segreti.

S3, quella pepata

A nostra disposizione per il primo test la versione S3 2.0 TFSI da 310 cv S tronic, ovvero con cambio a doppia frizione a 7 rapporti. Ma anche in questo caso non possiamo spingerci oltre, nella descrizione di questa Audi, basata sul pianale MQB evoluto, lo stesso della Volkswagen Golf 8 e dela Seat Leon. Tra i motori ampia la scelta, sia a benzina, sia diesel. Sia mild-hybrid, sia plug-In hybrid, con potenze da 110 a 310 cv, ovvero quelli della S3 messaci a disposizione.

Non mancherà, ovviamente, la 30 G-Tron, a metano. Disponibile solo a 5 porte. Quello che è subito risultato evidente, una volta accesso il motore e impugnato il volante, è l’aver constatato come sia stati compiuti ulteriori passi in avanti in termini di facilità di guida, pur con prestazioni esaltanti. Il tutto, e questa è la cosa più rimarcabile, anche con ruote e cerchi da 19”. Raggiungendo dunque un ottimo compromesso tra tenuta di strada, su ogni tipo di terreno, e confort. La trazione integrale, ulteriormente evoluta, ha nella frizione elettroidraulica a lamelle il proprio cuore pulsante. Migliorata a livello di software, è collocata in corrispondenza dell’albero terminale dell’asse di trasmissione, a monte del differenziale posteriore. Lo scopo è stato quello di ottenere appunto un ottimo bilanciamento dei pesi tra avantreno e retrotreno. In situazioni normali la trazione è solo sull’asse anteriore. Non manca la gestione selettiva della coppia sulle singole ruote.

Elettronica migliorata

Sempre un nuovo software, frena quelle interne alla traiettoria, salvando da situazione spiacevoli anche il “pilota” più sprovveduto, permettendo al differenziale di trasferire la spinta alle ruote con il grip migliore. Il passaggio dalla trazione anteriore a quella integrale avviene in pratica istantaneamente e in percentuale relativa al tipo di guida o di aderenza. Alla sensazione di assoluto dominio della Audi A3 Sportback S3, anche a velocità elevate, contribuiscono anche l’assetto adattivo e lo sterzo progressivo.

L’assetto è basato su tre varianti che rendono subito sincero il comportamento e il controllo della S3 in ogni situazione. Le sospensioni adattive posso ribassare l’assetto fino a 10 millimetri, tramite una serie di sensori che rilevano il tipo di guida, e non solo. Tramite un pulsante posizionato a fianco del cambio sono disponibili le opzioni ben conosciute; auto, dynamic, efficiency e individual, secondo lo schema “Audi Drive Select”, ulteriormente affinato. In quanto allo sterzo progressivo, va detto che lavora in simbiosi con i vari sistemi di ausilio alla guida e varia il suo comportamento, secondo un uso cittadino o quasi pistaiolo. Eccellente la sua precisione, tanto da richiedere ben poche correzioni, anche in situazioni limite.

Quando arriva sul mercato

Insomma un’auto entusiasmante, questa Audi A3 Sportback, in versione S3. A Ginevra scopriremo tutta la gamma, con un listino, non ancora comunicato, che dovrebbe partire da circa 29.000 euro.