Perché la Jeep Avenger è The Car of The Year 2023

Ecco come la prima Jeep elettrica, ma disponibile anche con motore benzina, ha convinto i giurati e ha sbaragliato la concorrenza, vincendo il premio più importate dell'industria automobilistica

di Alberto Sabbatini

13 gennaio

Ha vinto la più recente di tutte. L’Auto dell’Anno 2023 è la Jeep Avenger, il piccolo Suv urbano elettrico (ma in Italia è venduto anche con motore 1.2 litri a benzina) introdotto sul mercato poche settimane fa e talmente nuovo che ancora non è stato consegnato ai clienti che l’hanno prenotato. La Avenger è la più piccola delle sette finaliste con i suoi appena 4,08 metri di lunghezza.

Il marchio americano di proprietà Stellantis ha trionfato così nel più prestigioso premio internazionale riservato alle automobili al suo primo vero anno di partecipazione. Jeep non era mai entrata in finale in nessuna edizione durante i 60 anni di vita del premio The Car of The Year e al primo tentativo ha vinto a mani basse.

Jeep Avenger, il test al Balocco

Jeep Avenger, il test al Balocco

La Jeep Avenger è la prima Jeep ad essere tra le finaliste del Car of the Year. Eccola alla prova, test a cura di Alberto Sabbatini

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La classifica finale

Al termine della votazione da parte di 57 giornalisti di 22 paesi (tra cui due rappresentanti di AUTO), la  Jeep Avenger ha ottenuto 329 punti complessivi staccando di ben 88 punti la seconda classificata, la Volkswagen ID. Buzz, e di 118 punti la terza classificata, la Nissan Ariya. Seguono nell’ordine Kia Niro, Renault Austral, Peugeot 408 e Toyota bZ4x con la sua gemella Subaru Solterra (sono la stessa auto con marchi diversi quindi contavano come un solo modello).

Jeep Avenger, la prova

Jeep Avenger, la prova

Guarda qui la prova su strada della Jeep Avenger. Video a cura di Alberto Sabbatini

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Le auto elettriche monopolizzano il podio

Per la seconda volta consecutiva tre auto elettriche sono così finite ai primi tre posti del podio. D’altronde quest’anno erano ben cinque su sette le vetture 100% electric in finale, quindi la vittoria di una macchina a batteria era fortemente attesa. Ma un dominio come quello di Jeep Avenger non se lo aspettava nessuno. Non accadeva da otto anni che un’auto raccogliesse cosi tanti voti e che rifilasse uno scarto prossimo ai cento punti alla seconda classificata. Jeep Avenger così succede nell’albo d’oro alla Kia EV6 (anch’essa elettrica) che aveva vinto nel 2022 e alla Toyota Yaris che aveva trionfato nel 2021.

Vittoria schiacciante per la Jeep Avenger

Rispetto alle ultime edizioni, in cui la vittoria si era giocata sul filo di lana con dei testa a testa fino all’ultimo scrutinio, stavolta non c’è mai stata gara. Perché la Avenger ha dominato fin dagli spogli iniziali. Appena il primo dei 22 paesi votanti ha espresso le proprie preferenze – l’Austria – assegnando 16 voti alla Avenger, Jeep è balzata subito al comando della graduatoria e non l’ha mai più mollato. Con i voti della seconda nazione, il Belgio, la Renault Austral ha affiancato la Jeep in testa alla classifica parziale a quota 23 punti. Ma il testa a testa è durato poco. Man mano che arrivavano i voti dei paesi successivi, Jeep ha consolidato la testa e Renault ha ceduto il passo. Nemmeno i giurati francesi, che hanno espresso 41 preferenze per la Austral contro le 31 date alla Avenger, sono riusciti a riportare il Suv francese al comando.

Jeep è volata in testa alla classifica allungando sempre di più grazie ai voti determinanti di Germania (38 voti), Italia (40 voti) Ungheria (15 voti) e Svizzera (28 voti). A un certo punto si è assistito alla rimonta della Volkswagen ID. Buzz, il minivan riedizione moderna e sbarazzina della leggendaria VW Bulli anni ‘70. Che a metà votazione ha via via superato Kia Niro, Nissan Ariya e Renault Austral che si stavano contendendo il secondo posto. Ma nulla ha potuto scalfire la supremazia della Avenger. Persino i giurati tedeschi hanno dati più voti alla Jeep che alla Volkswagen: 38 contro 37.

La Jeep ha convinto anche inglesi e tedeschi

All’ultimo spoglio era tornata un po’ di suspence perché mancavano i voti dei giornalisti inglesi: sei giurati che con 150 punti potenziali in mano avrebbero ancora potuto in teoria ribaltare la classifica. Ma l’incertezza è durata poco: anche fra i britannici Jeep Avenger ha trionfato. Anzi, la Jeep ha raccolto addirittura 48 preferenze – il massimo punteggio fra tutti i paesi! – e si è aggiudicata così la vittoria.

Se guardiamo nel dettaglio i voti, quello di Jeep è stato un monopolio. In totale la Jeep Avenger ha ottenuto 21 volte la preferenza più alta fra i 57 giornalisti-giurati votanti, mentre la Volkswagen ID. Buzz è stata la più votata da 16 giurati. Staccatissimi gli altri: la Nissan Ariya, 3° classificata, è stata messa al primo posto da appena 3 giurati. Più vittorie parziali per la Renault Austral, finita al 5° posto e staccata di 167 punti, che ha ottenuto però in 7 occasioni il punteggio più alto.

La Jeep Avenger, infine, è stata anche l’unica auto fra le 7 finaliste che non ha mai preso un secco zero da un giurato. Il particolare regolarmente del premio prevede infatti che ogni giornalista votante debba assegnare 25 punti distribuendoli fra le auto. Il massimo voto che si può assegnare è il 10, il minimo lo zero che viene dato raramente ma a volte capita. Ebbene, Jeep Avenger ha ottenuto quattro volte 10 punti (in Gran Bretagna, Slovenia e Germania) contro le tre volte della Volkswagen ID. Buzz (che ha fatto l’en plein in Svezia). Però la Jeep non ha mai preso uno zero, mentre la Volkswagen sì (in Italia). Capoclassifica in negativo la Renault Austral che ha presso ben sei zeri (di cui tre dai giurati inglesi!).

Se guardiamo la classifica dei voti raggruppandoli per paese, capiamo ancora di più quanto sia stato netto il dominio della Jeep Avenger. Ben 10 delle 22 nazioni votanti l’hanno messa al primo posto: fra queste Austria, Germania, Ungheria, Italia, Svizzera, Polonia, Turchia. Mentre appena 5 paesi hanno votato al top la Volkswagen ID Buzz: Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia e Irlanda. Le altre auto in lizza hanno raccolto le briciole: Kia Niro, Renault Austral e Nissan Ariya sono state messe al primo posto da appena due paesi, la Peugeot 408 da uno soltanto (Spagna) mentre nessuno ha dato il maggior numero di voti a Toyota bZ4x e Subaru Solterra, le due gemelle elettriche finite all’ultimo posto della classifica.

La classifica italiana, invece, rispecchia soltanto parzialmente quella generale. Perché tra i sei giurati del nostro paese il maggior numero di voti è andato sì alla Jeep Avenger (40 voti in totale) ma al secondo posto è finita la Renault Austral con 23 voti davanti alla Nissan Ariya con 22 preferenze e alla Kia Niro con 21 voti. La Volkswagen ID. Buzz, che a livello europeo è finita seconda, da noi, invece, è terminata desolatamente ultima con appena 14 voti. Questo a dimostrazione di quanto i giudizi dei giurati di diversi paesi siano discordanti fra loro. Nel nord Europa le elettriche sono sempre nettamente favorite mentre un’auto tradizionale a motore termico, che sia ibrida o meno, è svantaggiata perché considerata non al passo coi tempi. Da noi accade l’esatto contrario. Prova ne sia la buona posizione di Renault Austral e Kia Niro nella classifica italiana. Soltanto la Jeep Avenger ha messo tutti d’accordo.

Car of The Year 2023, la cerimonia di premiazione dell'Auto dell'Anno

Car of The Year 2023, la cerimonia di premiazione dell'Auto dell'Anno

Si è svolta al Salone di Brussels la premiazione del Caa of The Year 2023, che ha eletto la nuova Auto dell'Anno dopo le votazioni della giuria internazionale

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    Jeep Kia Nis Peu Ren S+T VW
AUS Horst Bauer 8 4 5 2 4 1 1
  Dieter Hubmann 8 1 3 1 4 2 6
BEL Joost Bolle 3 4 2 6 9 0 1
  Stéphane Lémeret 3 5 2 4 6 3 2
CEC Jir?í Duchon? 5 6 4 2 1 3 4
DAN Søren W. Rasmussen 6 2 5 2 1 0 9
FIN Velimatti Honkanen 6 4 3 3 1 1 7
FRA Christophe Bourroux 3 2 2 6 4 1 7
  Florence Lagarde 6 3 0 4 10 0 2
  Didier Laurent 4 5 3 4 7 1 1
  Yves Maroselli 5 3 2 4 7 1 3
  Stéphane Meunier 7 2 4 4 5 1 2
  Sylvain Reisser 6 2 2 4 8 1 2
GER Holger Appel 10 2 1 0 4 2 6
  Hanno Boblenz 6 3 5 2 1 1 7
  Stefan Cerchez 6 2 5 2 3 3 4
  Ulla Ellmer 7 4 2 1 2 1 8
  Frank Mertens 5 3 3 2 3 2 7
  Jessica Thön 4 3 3 3 4 3 5
GRE Helen Xenakis 6 4 5 4 1 3 2
UNG Zsolt Csikós 5 4 4 3 3 4 2
  Miklos Gajdan 7 3 4 1 1 5 4
IRL Michael McAleer 4 1 6 1 1 5 7
ITA Silvia Baruffaldi 7 4 3 3 5 2 1
  Andrea Brambilla 7 2 4 4 4 4 0
  Guido Costantini 5 6 3 3 4 2 2
  Gian Luca Pellegrini 8 1 3 1 3 2 7
  Alberto Sabbatini 7 3 5 2 4 2 2
  Giorgio Ursicino 6 5 4 2 3 3 2
LUX Alain Rousseau 3 4 3 4 4 1 6
NED Jaco Bijlsma 3 8 3 1 2 3 5
  Frank Buma 9 7 1 1 1 1 5
NOR Fred Magne Skillebæk 4 3 6 1 1 2 8
POL Roman Popkiewicz 5 4 3 4 2 1 6
  Maciek Ziemek 5 4 3 4 4 2 3
POR Francisco Mota 5 6 5 2 2 4 1
  Joaquim Oliveira 6 3 7 3 0 4 2
SLO Sebastjan Plevnjak 10 1 5 1 1 2 5
ESP Felix Cerezo 4 2 4 4 5 3 3
  Rafael Guitart 4 3 5 4 3 4 2
  Pedro Martin Casado 3 5 4 6 3 3 1
  Juan Carlos Payo 4 3 4 5 4 3 2
  Xavier Pérez Giménez 4 4 4 5 4 3 1
  Pere Prat 4 5 2 4 4 4 2
SVE Jan-Erik Berggren 7 2 5 0 0 1 10
  Carl-Johan Lejland 2 3 6 1 1 3 9
  Tommy Wahlström 2 4 5 1 1 2 10
SVI Ramon Egger 6 8 5 1 1 3 1
  Andreas Faust 9 1 6 1 1 5 2
  Peter Ruch 5 5 5 2 1 6 1
TUR Ufuk Sandik 6 1 8 3 2 1 4
UK Andrew English 7 0 2 2 0 4 10
  Andrew Frankel 7 5 2 3 2 2 4
  Paul Horrell 5 4 5 1 0 4 6
  Philip McNamara 9 3 3 2 1 1 6
  Victoria Parrott 10 4 2 1 0 1 7
  Mark Tisshaw 10 5 1 2 0 1 6
                 
  TOTALE 328 200 211 149 163 133 241
  PRIMO POSTO 21 6 3 3 7 1 16

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