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Lancia Gamma: 50 anni di stile tra boxer e lusso, in attesa della nuova era

Pubblicato il 18 marzo 2026, 17:56
Corsi e ricorsi storici. Torna Lancia Gamma dopo mezzo secolo. La futura ammiraglia torinese debutterà nel corso dell'estate, vestendo i panni di una sportiva SUV-coupé mossa da propulsori ibridi ed elettrici. La nuova architettura tecnica prevede la realizzazione di una carrozzeria sportiva capace di fondere il lusso della tradizione con la modernità. Il ritorno del celebre nome nel Segmento D sarà affidato all'assemblaggio presso lo stabilimento di Melfi.
La genesi: cuore contrapposto e ingegneria d'alluminio
Lancia Gamma ebbe il battesimo nel marzo 1976 al Salone di Ginevra con l'obiettivo di colmare il vuoto lasciato dalla prestigiosa ammiraglia Flaminia. L'ingresso della Casa nel gruppo Fiat determinò la nascita di una vettura dotata di trazione anteriore e soluzioni tecniche d'avanguardia per l'epoca.
Per il motore fu scelto parte dello schema boxer a 4 cilindri contrapposti, realizzato con un ampio utilizzo di alluminio per ridurre il peso totale. La versione da 2,5 litri erogava 140 cv e la variante da 2 litri fu lanciata per superare le barriere fiscali imposte dal governo italiano. Il motore "piatto" assicurava un baricentro basso, favorendo la precisione di guida e la stabilità delle ruote anteriori lungo i percorsi ricchi di curve.
Stile Pininfarina e interni d'alta sartoria
La collaborazione con la carrozzeria Pininfarina generò una berlina dalle forme originali caratterizzata da una elevata aerodinamica per l'epoca con un valore di 0,37 Cx. Il disegno di Brovarone modellò la Coupé definendo proporzioni eleganti tipiche delle grandi turismo italiane nate nel corso degli anni Settanta.
L'architetto Stroppa concepì l'abitacolo in un salotto nel quale lo spazio e la luce dominavano grazie alle ampie superfici vetrate laterali. La cura dei dettagli spiccava nei sedili avvolgenti e nella plancia ispirata al design industriale nato in quel periodo, privo di elementi superflui.
Evoluzione Bosch e laboratori di design
Nel 1980 arrivò la seconda serie dotata di Iniezione elettronica Bosch capace di rendere il funzionamento del propulsore fluido e privo di incertezze. Il rinnovamento della gamma introdusse rivestimenti firmati da Ermenegildo Zegna, elevando la percezione del lusso all'interno delle ammiraglie prodotte a Torino.
La creatività dei carrozzieri partorì la variante Scala e la familiare Olgiata esplorando direzioni stilistiche diverse rispetto alla produzione di serie standard. Il maestro Giugiaro propose la Megagamma, gettando i semi per la nascita delle monovolume moderne attraverso una configurazione degli spazi interni rivoluzionaria.
La collezione delle gamma è custodita presso l'Heritage di Stellantis: la fine della produzione avvenne nel 1984 dopo la realizzazione di 22.000 esemplari totali. Dopo arrivò la Thema, una delle ultime immortali di Lancia.
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