L'addio (folle?) delle grandi utilitarie, eppure piaccono più dei Suv

La crisi delle piccole e la fine di modelli storici hanno cambiato faccia al mercato. Chi le ha le tiene strette e le quotazioni salgono
L'addio (folle?) delle grandi utilitarie, eppure piaccono più dei Suv

Francesco ForniFrancesco Forni

Pubblicato il 14 maggio 2026, 10:13

Non ci sono più le piccole di una volta, questo è certo. Le utilitare, le hatchback del Segmento B, lunghe intorno ai quattro metri, compatte, agili e polivalenti, hanno rappresentato per decenni la spina dorsale della mobilità italiana  offrendo soluzioni economiche e pratiche per moltissime famiglie.

Ma una a una sono "cadute", sostituite dai B-Suv, più grandi e costosi. Un dato di fatto, l'uscita di scena di modelli emblematici ha segna segnato la fine il termine di una epoca d'oro caratterizzata da mezzi leggeri e costi di gestione contenuti per ogni utente comune della strada.

I costi per Costruttori e clienti sono aumentati, con le normative antinquinamento da rispettare, i sistemi di sicurezza, il proliferare del digitale a bordom l'asticella dei prezzi è schizzata verso l'alto.

I crossover. capaci di offrire una posizione di guida dominante spesso pur condividendo la meccanica con le utilitarie, hanno preso il sopravvento.

La carenza di margini di profitto adeguati ha spinto i Marchi all'eliminazione delle linee produttive di modelli storici. Le piccole utilitare ora sono cercate da usate, sempre vive nel ricordo ma soprattutto sintesi ancora vincente di efficacia e costi più contenuti.

Nelle prossime pagine vi raccontiamo questa speciale Top 5.

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