Epicentro di una terra appartata e di grande fascino, sin dai tempi più antichi la città di Benevento - capitale del Sannio - è stata scenario di importanti vicende storiche e numerose leggende; come quelle legate alle streghe, che avevano l’abitudine di radunarsi nelle vicinanze del fiume Sabato, sotto un albero di noce.
Come noto, anticamente il suo nome era Maleventum, ma in seguito alla celebre vittoria dei Romani su Pirro, avvenuta proprio in questi territori, fu trasformato in Beneventum. L’intera zona, incastonata tra dorsali e morbide colline, mostra ancora oggi le tracce degli insediamenti romani, che hanno segnato il territorio con opere monumentali di sorprendente magnificenza. Prima fra tutte, l’Arco di Traiano, costruito nel 114 d.C. per celebrare la via Traiana, importantissima arteria (alternativa alla via Appia), che collegava direttamente Benevento a Brindisi. Oggi, per fortuna, l’Arco è visibile in tutto il suo splendore, circondato da una grande aiuola; ma in passato non era così, a causa delle abitazioni che lo circondavano, poi demolite nel 1850 in occasione di una visita di papa Pio IX. Rivestito di marmo, le facciate sono decorate con scene di pace (quella rivolta verso la città) e scene militari (l’altra), mentre in alto, sulla trabeazione, sono presenti immagini della marcia trionfale di Traiano sulla Dacia.

Un’altra grande testimonianza di epoca romana è il teatro del II secolo, voluto da Adriano e ampliato da Caracalla. Una struttura di notevoli dimensioni, che prevedeva una capienza di diecimila spettatori. Originariamente era costituito da tre ordini, che nel tempo, in parte, sono andati distrutti; oggi sono visibili i resti di marmo, utilizzati come rivestimento. Esattamente come l’Arco di Traiano, anche il teatro, nel corso dei secoli, finì soffocato da case e strutture che gli erano state costruite a ridosso. Per fortuna, tutte demolite negli anni ‘50, a eccezione della chiesa di Santa Maria della Verità.

Per la sua posizione strategica lungo la rotta tra Roma e la Puglia, nel 1943 Benevento fu violentemente bombardata dagli anglo-americani. La città subì gravi danni, soprattutto il Duomo di Santa Maria de Episcopio. Non tutto per fortuna andò distrutto: si salvarono il Campanile del XIII secolo, costruito in pietra bianca e rivestito di marmo, mentre all’interno sono ancora visitabili la cripta e la Porta Maggiore di bronzo. Il Duomo, oggi ricostruito, non è l’unica chiesa di Benevento degna di essere visitata. Notevole, infatti, è quella di Santa Sofia - patrimonio dell’UNESCO dal 2011 - costruita nel 760, con la sua architettura innovativa, in particolare per quanto riguarda la pianta dell’edificio: di forma circolare, poi stellare e di nuovo circolare. Nel corso dei secoli, a causa di vari interventi di restauro, la chiesa venne più volte rimaneggiata e stravolta, compresa la porzione a stella della pianta che divenne circolare.

Prima di concludere questa rapida carrellata su Benevento, splendida città, ricca di sorprese, un ultimo consiglio riguarda la visita al Palazzo Magistrale, voluto da Paolo Borghese, futuro papa Paolo V: nel tempo la sua struttura architettonica è mutata, arrivando a inglobare anche la chiesa di Santa Caterina; nel 1774 fu il primo edificio di Benevento ad impiegare la luce artificiale. Oggi il palazzo ospita numerosi eventi culturali.