Che cos'era la Lancia negli anni '80? Vanto italiano, quasi al pari di Marchi come Ferrari e Lamborghini che facevano e fanno del lusso e delle prestazioni il loro punto forte. Tutti volevano una Lancia, e da Torino le proposte erano diversificate, di certo in gamma non c'era solo Ypsilon e le sue versioni speciali. Erano anni in cui era concesso sperimentare, in cui i motori turbo venivano inseririti nei cofani delle city car e potevano nascere piccole perle destinate a rimanere impresse nella storia dell'automobilismo. Come quando, a metà anni '80, in casa Lancia decisero di montare un V8 Ferrari su una Thema.

UN V8 FERRARI SU UNA THEMA

Lancia Thema, se non è la berlina più diffusa d'Italia negli anni Ottanta, poco ci manca, famosa al pari della Delta, protagonista di un tempo in cui il Marchio torinese dominava anche nei rally. A un certo punto, la dirigenza del Gruppo Fiat decise di proporne una versione ancora più esclusiva (e quindi più cara) e sportiva. Dal punto di vista estetico, il risultato non cambiò praticamente in niente; se andiamo a vedere invece sotto il cofano, la storia cambia. Lancia prese il V8 Ferrari derivato dalla 308 di Maranello e lo inserì, per la prima volta in assoluto, in un'auto a trazione anteriore. Certo, il propulsore riuscì a entrare a malapena e l'albero motore venne modificato per "attenuare" le prestazioni, ma gli effetti furono incredibili.

Nacque così Lancia Thema 8.32: 8 dai cilindri del motore a V Ferrari, 32 come le valvole, i cui diametri vennero però diminuiti. Chiamata comunemente "Lancia Ferrari", faceva delle prestazioni, naturalmente, il proprio punto di forza. Lancia la presentà al Salone di Torino del 1986, riscuotendo ottime critiche da addetti ai lavori e clientela. Almeno, quella che poteva permettersi di spendere i 67 milioni di lire necessari per parcheggiarla in garage.

LA TRAZIONE ANTERIORE PIù POTENTE

Lancia Thema 8.32 divenne semplicemente l'auto a trazione anteriore più potente della sua epoca. Il V8 Ferrari da 3 litri riusciva ad erogare 215 CV (tanti, per quei tempi e per una berlina di serie) a 6.750 giri/min, con cambio a cinque rapporti - manuale, crudo e selvaggio come le macchine veloci richiedevano a quel tempo -. Lancia dichiarò che la macchina poteva comodamente raggiungere i 240 km/h e accelerare da 0 a 100 in 6,8 secondi. I riferimenti Ferrari erano visibili anche nei cerchi da 15" a cinque razze, tipici delle supercar del Cavallino (andate a vedere quelli della Mondial, sono identici). E gli interni non potevano che essere esclusivi a loro volta, con pelle Frau o Alcantara a rivestire i sedili, largo utilizzo di radica, come nella plancia, realizzata in stile Ferrari.

Cerchi un'auto nuova? Consulta il listino completo di Auto

Oltre alle sospensioni elettroniche, che il guidatore poteva selezionare scegliendo tra taratura automatica e sportiva, Lancia Thema 8.32 montava - prima stradale al mondo - un alettone posteriore elettroattuato. In molti credevano si attivasse una volta rqaggiunta una determinata velocità, in realtà serviva un comando manuale.

LA BERLINA DEI VIP

Lancia Thema 8.32 conobbe due serie di produzione. La prima, dal 1986 al 1988, contò 3.530 unità, la seconda (1989-1992) 1.150. Venne acquistata da diverse celebrità, tra cui i piloti dell'epoca della Ferrari in F1, Alboreto e Berger, così come lo stesso Enzo Ferrari, che spesso si spostava su di essa. Ne fu anche realizzato un unico esemplare station wagon, appannaggio esclusivo di Gianni Agnelli. Tutti nomi che rientrano in una lista ristretta: quella di coloro che sono riusciti a mettersi al volante di un'auto talmente affascinante e particolare da non poter non essere definita storica.