Reanult Mégane RS F1 Team, dalla pista alla strada

Reanult Mégane RS F1 Team, dalla pista alla strada©  Lorenzo Moro

Sotto le sembianze di una vettura normale si nasconde una belva da 230 CV e 310 nm, figlia delll'evoluzione motoristica da F1 del turbocompressore F4R-T spinto al massimo

di Lorenzo Moro

16 dicembre

Era il 2006 quando il sempreverde Fernando Alonso vinceva il suo secondo Titolo Mondiale in Formula 1 al volante della Renault R26. Per festeggiare questo importante risultato, la Casa francese lanciò una versione speciale della Mégane RS. Se da un lato il suo nome diventava più lungo (Renault Mégane RS F1 Team R26), dall’altro il già ottimo pacchetto veniva ulteriormente migliorato.

MECCANICA E MOTORE

In questa versione commemorativa, la già veloce e affilata Mégane RSstandard” è stata spremuta non solo aumentando la potenza del suo due litri ma dotando l’auto di un telaio irrigidito e rinforzato, di un differenziale a slittamento limitato controllato meccanicamente, freni Brembo, cerchi da 18” e, infine, applicando qua e là una serie di adesivi non dei più sobri, comunque determinanti per il look e il carattere della vettura.

La livrea della Renault Mégane RS F1 Team era un tributo al titolo di Formula 1 appena conquistato (nel 2006) dalla Casa francese con Fernando Alonso. 

Venne migliorata anche la risposta dello sterzo e dei freni, in questo caso aumentando le dimensioni del cilindro maestro dell’impianto. Spinta dal classico due litri Renault (lo stesso che troviamo aspirato in alcune Clio RS), sulla Mégane RS il celebre F4R viene dotato di un turbocompressore (diventando così F4R-T) twin-scroll capace di aumentare la potenza del motore fino a quota 230 cv e facendo salire la coppia fino a ben 310 Nm. Accoppiato ad una vettura che fa di tutto per nascondere un telaio meraviglioso, questo motore è semplicemente esaltante. La disponibilità di spinta fin dai bassi regimi, la reazione al gas, l’allungo quasi infinito sono cose che generano dipendenza.

LE PRESTAZIONI

Se già i due litri aspirati presenti sulle Clio sono motori da antologia, in questa versione sovralimentata il leggendario 4 cilindri riesce a tirare fuori una grinta e un carattere sorprendenti. I tecnici Renault sfruttarono la sovralimentazione non tanto per ottenere uno sconsiderato incremento di potenza (di fatto da un F4R aspirato a questo passano “solo” 30 cv) quanto piuttosto per ottenere una buona dose di coppia spalmata lungo tutto l’arco dei giri. In questo modo non si ha praticamente turbo lag e il motore tira dal minimo fino al massimo dei giri con forza, ricordando più un aspirato di grossa cilindrata che un motore turbo. L’erogazione del motore permette a chi è al volante della Mégane RS di dosare con cura e precisione la potenza che arriva alle ruote e il suo carattere lineare non manda in crisi il telaio, facendo sì che questo possa lavorare al meglio. Proprio il telaio è la grande sorpresa di questa Mégane RS F1: ció non solo riesce a dissimulare alla perfezione le dimensioni e il peso della vettura, ma la rende agile e scattante come se fosse grande la metà. Come una Clio RS ma più di una Clio RS, questa è l’essenza della Mégane RS, forse un po’ meno divertente a causa della conformazione del suo retrotreno (meno tendente al sovrasterzo in rilascio, caratteristica classica delle francesi sportive), comunque velocissima, cattiva e sempre godibile. La linearità con cui il motore esprime le sue doti e il modo in cui il telaio domina tutta la situazione rendono questa Renault una delle migliori trazioni anteriori mai costruite, al pari di mostri sacri come la Honda Integra Type R. Derivata da una delle auto dal design più contestabile che si siano mai viste, la Renault Mégane RS riesce sorprendentemente anche ad appagare l’occhio. Tutti i ritocchi aggiunti per farla diventare più cool e sportiva sono giusti e riescono a renderla perfino piacevole nonostante il costante rincorrersi di linee e spigoli che di certo non aiutano.

Solo gli interni continuano a essere un po’ anonimi (alcuni dettagli sono al limite di un pugno in un occhio, come il maniglione del freno a mano in stile Alfa 75) ma basta muovere i primi metri per dimenticarsi di tutto e far passare l’estetica in secondo piano: la rigidità del telaio trasmette un piacevole senso di compattezza, compostezza e vitalità che fa sentire il guidatore a bordo di un mezzo estremamente affilato ma anche molto comunicativo, complice l’ottimo volante e il differenziale a slittamento limitato. Per meglio capire il lavoro fatto dai tecnici Renault sul telaio della Mégane RS, c’è un piccolo dettaglio che rivela tutta la finezza di questa vettura: saldato nella parte bassa delle portiere c’è un “dente” che, a portiera chiusa, si va ad infilare in un apposito buco nella struttura del telaio, rendendo così la portiera stessa parte integrante della struttura. La meccanica pura al servizio del piacere di guida.

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