Presentazione



Dopo una partenza un po' stentata, dovuta anche al momento non propriamente felice del mercato, la Delta sta iniziando a scalare le classifiche di vendita. Di fatto, in giro, se ne vedono sempre di più. Sarà perchè il suo design decisamente originale inizia a piacere.
Ma anche per via del fatto che, gamma alla mano, la rosa motori della Delta è in grado di accontentare diverse tipologie di affezionati Lancia: motori di piccola cilindrata con potenze da 120 cv in su per chi non vuole esagerare, per arrivare ai 200 cavalli promessi da Marchionne al momento del lancio con la imminente 1.8 DI Turbojet a benzina.
E sul fronte diesel, una punta di diamante come il “millenove” con doppia sovralimentazione da 190 cavalli e 40,8 kgm di coppia, oggetto della nostra prova. Una soluzione, quella del doppio turbo, che come abbiamo già avuto modo di constatare su altri modelli dotati di simile tecnologia, rappresenta l'ideale per sopperire a quella classica coperta corta che è l'erogazione di un turbodiesel: se è poco potente spinge forte in basso ma si spegne subito, se di cavalli ne ha tanti sarà grintoso in alto ma tremendamente vuoto sotto.
Con il doppio turbo, invece, di spinta ce n'è sempre e ovunque. Perché ai bassi regimi lavora una turbina piccola a bassa inerzia, a quelli intermedi le dà man forte un turbo più grosso, agli alti regimi lavora solo quest'ultimo per garantire allungo e potenza. Pertanto, tutto l'arco del contagiri è coperto alla grande. E di solito questi propulsori sono capaci pure di bere meno gasolio di altri di pari o inferiore potenza con singolo turbo perché più efficienti dal punto di vista del rendimento. Verrebbe da chiedersi dunque perché non tutti i turbodiesel adottino una simile soluzione, che pare un vero e proprio uovo di Colombo. La risposta risiede nei costi elevati che questa tecnologia comporta, e dunque la produzione di questi motori non può che esser limitata per equipaggiare soltanto una ristretta schiera di vetture elette.
La Lancia Delta, quindi, non può che esser fiera di ricevere in dote questo propulsore Euro 5, evoluzione del classico 4 cilindri di 1910 cm3 di Fiat Powertrain e previsto anche su alcune vetture del Gruppo GM: Saab 9- 3 TTiD che l'ha portato al debutto e, a breve, anche Opel Insignia. E per sottolinearne l'esclusività, sulla Delta il 1.9 Twinturbo Multijet è disponibile unicamente con l'allestimento top di gamma Platino, per un conto totale di 30.700 euro che corrispondono a 1.200 euro in più rispetto a una pari Delta spinta dal nuovo 2.0 Multijet da 165 cv. Una cifra considerevole, specie alla luce del fatto che l'allestimento Platino è sì ricco ( sei airbag, ESP, cerchi da 17”, clima bizona, tetto panoramico), ma a dirla tutta ci si aspetterebbe qualcosa in più: fari allo xeno, sensori di parcheggio, sensori pioggia e luce, il Blue& Me per esempio. Tutti accessori a richiesta che, assieme ad altri, portano il conto della vettura in prova a 35.370 euro.

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