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Renault Clio 1.2 TCe

Pubblicato il 29 luglio 2009, 14:26
Rilevamenti e Tecnica
Il 1200 16 valvole montato sulle piccole Renault viene valorizzato dal turbo soft, studiato non tanto per aumentare la potenza — che comunque passa da 75 a 100 cv — quanto per renderne ottimale e progressiva l’erogazione. Il motore è dotato di una turbina a bassa inerzia, con un overboost capace di assicurare un surplus temporaneo di potenza nelle tre marce intermedie a partire dai 4500 giri, ma già a 1600 giri il turbo fa sentire la sua azione ed è in grado di fornire riprese fluide e convincenti. Il quattro cilindri sovralimentato, già montato sulla Clio a partire dal 2007, fa parte della gamma Renault eco2, grazie alle emissioni di CO2 inferiori ai 140 g/ km. Inoltre questa classificazione è legata fra l’altro al fatto che oltre il 5% delle materie plastiche utilizzate sulla vettura è riciclata.
A livello meccanico sono stati effettuati solo ulteriori affinamenti, dopo quelli già realizzati nel corso della produzione della Clio, che avevano migliorato varie parti, come lo sterzo a servoassistenza elettrica variabile. Va poi sottolineato che l’ESP, prima disponibile a richiesta, è ora di serie su tutte le Clio.
Il bel salto di qualità riscontrato nel 2005 sulla Clio, al momento del debutto della terza serie, continua con la vettura lanciata sul mercato italiano nelle scorse settimane: è il frutto di un restyling significativo ma non troppo pesante, che ha quindi lasciato invariate gran parte delle componenti. La Clio rinnovata perciò non brilla per aspetti eclatanti, ma non mostra nemmeno particolari lacune, a parte alcuni difetti nei montaggi, concentrati soprattutto nella zona del cofano motore, con giochi fra le varie parti e sprofilature fin troppo evidenti. Va peraltro considerato che questo è uno dei primi esemplari della nuova gamma e che i difetti possono essere eliminati con una maggiore attenzione nelle varie fasi produttive. Per il resto la Clio conferma le sue peculiarità: è un modello che punta sui prezzi di listino competitivi e quindi sui costi di produzione contenuti.
I tessuti dei sedili, le plastiche degli interni e le soluzioni adottate risultano nel complesso più che soddisfacenti, anche se un occhio attento può riscontrare le economie effettuate nella realizzazione di alcuni particolari, come le alette parasole in materiale plastico troppo rigido, l’unica e un po’ “ povera” plafoniera e la mancanza della mano di vernice di finitura in punti nascosti alla vista, come sotto al cofano e al portellone.
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