Volkswagen Maggiolino Cabriolet 1.6 TDI, aperta per ferie

Saverio Villa
Pubblicato il 22 settembre 2013, 16:58
Rilevamenti e Tecnica
Tradizionalmente la Volkswagen ha un atteggiamento, per così dire, conservativo nei confronti delle cabriolet, per le quali non impiega i pianali più aggiornati della sua produzione, bensì quelli di penultima generazione. E questa abitudine si perpetua con la Maggiolino Cabrio, nonché con la versione più recente della Golf Cabrio, che nascono sulla piattaforma — comunque validissima — della Golf 6, non sulla MQB modulare adottata dalle più recenti Golf 7, Audi A3, Seat Leon e Skoda Octavia.
Ma c’è una peculiarità che differenzia la Maggiolino Cabriolet dalla berlina e che va a vantaggio della prima: le più raffinate ed efficaci sospensioni posteriori indipendenti multilink sono offerte per tutte le motorizzazioni, non solo in combinazione con le più cavallate come avviene invece con la versione chiusa. La scelta è dovuta al fatto che l’assale posteriore semirigido destinato solitamente alle varianti tranquille (una scelta finalizzata al risparmio e sposata dalla stessa Golf VII), non ha ingombri compatibili con il layout della cabrio, che nella zona posteriore deve ospitare la capote, il meccanismo che la muove e i roll-bar.
Di conseguenza la vettura può vantare un sistema sospensivo sovrabbondante rispetto alle sue prestazioni e questo rappresenta una garanzia supplementare di sicurezza. Gli irrobustimenti alla scocca per compensare l’asportazione del tetto e il sistema di rollbar attivi rendono la versione cabriolet più pesante di 114 kg rispetto alla berlina. In alternativa al cambio manuale a cinque marce di serie, la Maggiolino 1.6 TDI può montare il DSG a doppia frizione a sette rapporti.
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