Presentazione

C'era una volta un mondo nel quale, a sentir parlare di biposto, cambi a innesti frontali, autobloccanti meccanici, ammortizzatori regolabili e scarichi aperti, a certe persone si azzerava la salivazione. E, dopotutto, era lo stesso tipo di emozione che oggi, in questo mondo di cinguettìi e mele smangiucchiate, provano in tanti al suono di bluetooth, streaming audio, hot spot, dab e di altri esempi di occultismo verbale. Solo che la popolarizzazione dell' “hi-tech” ha fatto crollare il prezzo di tutto ciò che ha origine dal silicio, mentre gli orfanelli dei concetti rurali di cui sopra, nella maggior parte dei casi devono abiurare la loro fede oppure ipotecarsi la casa (o, in alternativa, attendere la dipartita dello zio d'America) per trovare conforto in qualcosa di rigorosamente meccanico. Che poi è lo stesso triste destino che accomuna chi scia col telemark, ascolta solo stereo esoterici e via di questo passo.

In ogni caso, chi pensa che ci sia anche un solo motivo razionale per comprarsi una “500” da 64 mila euro scagli la prima pietra e, possibilmente, la scagli lontano dai costosissimi componenti in fibra di carbonio della 695 Biposto, che non si sa mai. Questi 64 mila euro - 63.900, per la precisione, ma l'effetto è comunque inquietante – sono lontani anni luce dai 39.900 euro del prezzo base della 695 Biposto, ma il più recente prodotto Abarth è una follia assoluta e, proprio per questo, se follia ha da essere, che lo sia fino in fondo. Quindi, davanti a un rivenditore presumibilmente incredulo e in stato di eccitazione crescente, bisognerà tassativamente spuntare i già citati cambio a innesti frontali e differenziale autobloccante (10 mila euro), l'irrinunciabile florilegio interno di fibra di carbonio (altri 5 mila euro), il kit pista col “data logger” dell'AiM e i sedili parimenti in carbonio (fanno 5 mila euro anche qui) e il cofano in alluminio con le gobbe ispirato a quello della 124 Abarth (ancora 4 mila euro e qui si finisce).

A voler esagerare ci sarebbero pure i cristalli laterali fissi con finestrelle in policarbonato che, però, confliggono con alcune quotidianità come il pagamento dell'autostrada e la respirazione degli occupanti nella bella stagione, visto che, essendo un'auto dedicata all'ortodossia automobilistica più intransigente, la 695 biposto non prevede il climatizzatore neppure in opzione. Meno penalizzante sarebbe l'aumento della rumorosità legato al Kit racing windows, perché tanto la radio non c'è, nè ci può essere, tuttavia questi 2.500 euro possono essere tenuti in tasca senza rimpianto. Riconoscere la Biposto da una 595 Competizione al primo colpo d'occhio è cosa da intenditori, ma mettendola a fuoco meglio si realizza che parafanghi, carreggiate e minigonne sono cresciute, i cerchi passano da 17” a 18” e sia il convogliatore anteriore che l'estrattore posteriore sotto i paraurti sono in carbonio. Dietro, poi, i terminali di scarico si dimezzano nel numero, ma hanno le dimensioni da artiglieria pesante dell'impianto Akrapovic.

E la colorazione esterna Grigio Performance opaco - è specifica e non ammette alternative. L'abitacolo, al contrario, non fa sorgere dubbi, perché in un esempio mirabile di coerenza con il nome commerciale della vettura ospita solo due occupanti: il divano posteriore, infatti, è sparito e al suo posto c'è un rollbar in titanio davvero pregevole, al quale è ancorata una rete antiintrusione con il compito di trattenere eventuali bagagli. I sedili sono dei rigidissimi gusci contenitivi imbottiti il minimo politico per non provocare accuse di tortura dalla Corte di Strasburgo e la leva del cambio a denti dritti realizzata in ergal svetta su un cinematismo a vista di bellezza commovente.

L'essenzialità governa indisturbata, a partire dai pannelli portiera in carbonio perfettamente piatti, dove le maniglie sono sostituite da semplici cinghie in tessuto e al posto delle tasche portaoggetti ci sono reti di contenimento. Il volante viene ripulito da qualsiasi genere di comando e anche il pannello della ventilazione è quello delle 500 che più base non si può. Tanto è vero che la strumentazione digitale configurabile e il manometro del turbo appaiono quasi un'ostentazione di ricchezza inopportuna, mentre il display della strumentazione supplementare AiM, algida come deve essere uno strumento di misurazione professionale, è il complemento d'arredo ideale per la Biposto.