Merita di finire tra le letture estive dell’appassionato della tecnica motoristica, il racconto di come, Murray T.50 – appuntamento al 4 agosto per scoprirla – si candida a diventare il riferimento assoluto nella produzione stradale delle hypercar.

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Delle straordinarie caratteristiche aerodinamiche alla base del progetto sappiamo già. Gordon Murray arricchisce il racconto con la descrizione di come, Cosworth, è arrivata a sviluppare e produrre un motore unico, su misura, senza alcuna condivisione con altri progetti. Verrebbe in mente il V12 della Valkyrie, ad esempio. Bene, cancellate il riferimento.

I V12 d'ispirazione

Piuttosto, l’idea di Gordon Murray affonda le radici in tre propulsori simbolo, a loro modo d’ispirazione. Il V12 3.3 litri Ferrari dell’ingegner Colombo nella specifica della 275, il V12 Honda F1 dell’era dei trionfi in McLaren e il V12 BMW installato sulla McLaren F1 stradale. È il Pantheon personale che ha guidato Murray e indirizzato il lavoro dei tecnici Cosworth. Il risultato è un motore V12 3.9 litri dal peso record, appena 178 kg, dalla rapidità imbarazzante per i dati comunicati: in 3 decimi passa dal regime del minimo ai 12.100 giri/min, zona rossa del limitatore.

Murray T.50, il rapporto peso-potenza è super esclusivo

Leggerezza e corsa corta, ricerca nei materiali, equilibrio: condizioni necessarie per realizzare tali caratteristiche, tradotte in numeri come i 663 cavalli a 11.500 giri/min, i 467 Nm di coppia a 9.000 giri/min, dei quali il 71% disponibile già a 2.500 giri/min.

Il motore è l'essenza 

“Più di metà di qualsiasi, vera, grande esperienza di guida è fornita dal motore, perciò sin dall’inizio ho fissato i riferimenti più alti possibile, per creare il V12 aspirato migliore al mondo. Perché sia davvero straordinario un motore deve avere il giusto carattere, essere altamente reattivo, avere un suono straordinario, un’erogazione di coppia coinvolgente, prendere giri liberamente ed essere un motore aspirato. Per tutti questi motivi, il motore della T.50 non poteva mai essere una cosa diversa da un V12”, racconta Murray.

Murray T.50, motore V12 Cosworth al banco

Scendendo nei particolari si scopre perché è un aspirato unico e di fatto da corsa. Ha l’albero motore posizionato il più in basso possibile dal piano del basamento, solo 85 mm contro un valore già da primato di McLaren F1, con il V12 BMW dall’albero a 125 mm dal piano. È un motore semistrutturale, le cui oscillazioni trasversali sono controllate da elementi solidali con il cambio – sul quale sono ancorati i triangoli delle sospensioni posteriori -, mentre i movimenti longitudinali governati da boccole stabilizzatrici poste sui supporti motore.

I materiali scelti sono l’alluminio per il basamento, acciaio per l’albero motore da 13 kg, titanio per bielle e valvole. Classica arte motoristica, impreziosita da uno starter generatore a 48 volt in sostituzione del classico alternatore, più leggero e in grado di innestare un extra di 50 cavalli in modalità Vmax.

Aspirazione a spessore variabile 

Anche nell’”accordare” la tonalità del V12 è stato svolto un attento studio legato all’aspirazione, con il condotto che alimenta il motore realizzato in carbonio e differenziato nello spessore, tale da amplificare il sound ai regimi medio alti e in funzione dell’angolo di apertura dell’acceleratore.

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Dulcis in fundo, la potenza specifica raggiunta dal 3.9 litri Coswort: 166 cavalli/litro, per un progetto Murray T.50 dal peso complessivo inferiore ai 1.000 kg. Un motore che sarà opera esposta, visibile e privo di qualsiasi carter a coprirne l'architettura e la tecnica viva. Per puristi.