Opel Astra, la prova della nuova media tedesca

Opel Astra, la prova della nuova media tedesca

Il Marchio teutonico di Stellantis propone una compatta polivalente, originale nello stile e con un comportamento dinamico di livello

di Francesco Forni

14 febbraio

Anima tedesca di Stellantis, Opel punta parecchio su nuova Astra. La compatta storica del marchio, erede di Kadett e di quasi 90 anni di storia e successi, arriva con la serie L, la sesta generazione.

Tutta nuova, per rilanciare il prestigio del Marchio nel Segmento C sotto l’egida del Gruppo. 

Opel Astra nasce sulla aggiornata piattaforma EMP2, quella di Peugeot 308 per intenderci, adeguata alle esigenze teutoniche. E’ stata sviluppata e viene assemblata Russelsheim, nel quartier generale del Costruttore. Sarà in concessionaria da marzo.

Nuova Opel Astra Sport Tourer: l'ibrido plug-in che cambia tutto

Opel Astra Hybrid 2022

Opel Astra Hybrid 2022

Potenza di sistema di 180 cavalli, autonomia elettrica di 60 km. In arrivo nella seconda metà del 2022 la versione da 225 cv.

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Muscoli e spigoli

Al primo contatto dal vivo, esibisce una presenza originale. La lunghezza, 437 centimetri, di fatto non varia rispetto alla passata serie, ma Astra VI è più bassa di 1,5 centimetri, e più larga di 50 millimetri e con sbalzi ridotti (-54 mm davanti). Più aggressive nelle forme, con il Vizor ben riuscito stilema del frontale di tutti i nuovi modelli del Marchio. Le linee geometriche, con dettagli che balzano all’occhio quali la nervatura centrale sul cofano anteriore o il terzo stop posto in verticale nel lunotto, rivelano il piglio tedesco della vettura.

Confermato anche in abitacolo con il Pure Panel, la plancia digitale propone schermi da 10 pollici sia per strumentazione sia per infotainment. Esibiscono un grafica immediata e comandi intuitivi. Niente effetti speciali, forme squadrate e anche i tasti fisici sono ben riconoscibili e presenti solo per le funzioni più utilizzate. Ci si trova a suo agio, in un ambiente moderno, ma sobrio. 

Solo conferme dai sedili certificatiAGR, ergonomici e sintesi tra comfort e postura corretta: sono ormai un plus storico. Gli interni si confermano ospitali per quattro persone, con passo aumentato di 13 millimetri (2.675 mm), sufficienti per cinque e ci sono di 30 litri di vani per stivare le “emergenze”.Per il restio c’è il bagagliaio, con capacità di 422 litri, fino a 1.339 litri con la seconda fila abbassata, ma scende a 352 per le versioni ibride plug-in. In questo non eccezionale.

Astra offre sistemi di assistenza alla guida di secondo livello, molto apprezzabile la centratura della corsia, che regala serenità in autostrada.

Astra sarà in concessionaria da marzo. Disponibile in cinque gli allestimenti: Edition, Elegance, Business Elegance, lo sportivo GS Line e Ultimate. L’ultimo di fatto è di un full-optional di alto livello con head-up display - molto dettagliato - e i gruppi ottici Intelli-Lux led Pixel con 168 elementi (in 84 in ogni faro) che garantiscono una visibilità eccezionale per qualità e adattamento ad ostacoli e oggetti, che abbiamo verificato in una sessione di guida notturna. Un aiuto non da poco.

I motori a disposizione sono il tre cilindri 1.2 benzina da 110 e 130 cavalli e il 1.5 Diesel da 130 cv, entrambi con cambio manuale o automatico. Al vertice il 1.6 ibrido plug-in da 180 cavalli, solo con trasmissione automatica a otto marce, con la versione da 225 cv attesa nella seconda metà del 2022. 

Un gamma adeguata, con prezzo a partire  da 24.500 euro per la 1.2 Edition fino ai 42.300 della Elegance Hybrid. 

Opel Astra 2022, le versioni termiche

Opel Astra 2022, le versioni termiche

Benzina 1.2 litri 3 cilindri da 110 e 130 cavalli, Diesel 1.5 4 cilindri da 130 cavalli

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Su strada

Astra mantiene le premesse. Una media di alto livello, che fonde praticità, sicurezza e piacere di guida. Nella sostanza è una precisa trazione anteriore, con uno sterzo pronto, rispetto a Peugeot 308 un filo meno diretto. Sul misto non delude, grazie alla rigidità torsionale aumentata del 14%, al lavoro delle sospensioni anteriori McPherson e della barra di torsione posteriore.

Il compromesso è più che soddisfacente, in ogni situazione il passo è adeguato. Facile da portare, ma può anche spingere senza problemi. Buono il comfort, bene anche l’aerodinamica con un Cx 0,269, ma a velocità autostradali qualche fruscio è percepibile: le forme squadrate esigono un pegno.

In tutte le sue vesti esibisce un buon rendimento. I benzina 1.2 e il diesel 1.5 (300 Nm di coppia) ovviamente sono più fluidi se abbinati al cambio automatico a otto rapporti invece che al manuale. Ovviamente il propulsore a gasolio ha una progressione più efficace. Il comportamento in ogni modo è adeguato, pronti a ogni scenario. Astra è realmente polivalente.

Altri passo per i 360 Nm e i 180 cavalli della Astra Hybrid. La PHEV con batteria da 12,4 kWh, presenta un peso nettamente superiore 1.603 kg rispetto ai 1.257 kg della 1.2 benzina col cambio manuale, ma ripaga con una spinta molto superiore. La sinergia tra i150 cv del 1.6 benzina e gli 81 kW dell’elettrico ripaga nello scatto (0-100 in 7,6 secondi), e soprattutto nella prontezza generale.

La massa superiore nel misto è un fattore, ma il plus rimane. Come il prezzo, che per l’ibrida plug-in parte da 35.300 euro: l’autonomia elettrica dichiarata è di 60 km, in un ciclo combinato siamo riusciti ad arrivare a 45 km. La storia è sempre quella, per avere un vantaggio, bisogna ricaricarla ogni volta che è possibile.

La famiglia cresce: elettrico per tutti

In estate arriverà anche la wagon, Astra Sports Tourer, la wagon lunga 4,64 metri, passo di 273 centimetri, bagagliaio da 608 a 1.634 litri. 

Ma soprattutto nel 2023 arriverà Astra al 100% elettriche in tutte le carrozzerie. Sviluppata sempre sulla piattaforma EMP2, con il 50% di parti nuove.

Accreditata di una autonomia di circa 400 km, grazie a una batteria da 54 kWh e con un motore elettrico anteriore da 156 cv. Due elementi nuovi, come sulla 308, per il Gruppo Stellantis.

Leggi anche: Astra Sports Tourer, i dettagli

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