Ferrari 12Cilindri Manuale, divertimento vecchia maniera

Cambio simulato? Macché: il tre pedali del Cavallino permette di divertirsi con doppiette e scalate e pure di sbagliare, ma senza fare danni
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Alberto SabbatiniAlberto Sabbatini

Pubblicato il 21 ottobre 2026, 14:03

Abbiamo guidato la nuova Ferrari 12Cilindri Manuale sulla pista di Balocco, un circuito veloce ma tecnico, ideale per mettere alla prova la vettura nelle curve in sequenza e soprattutto nelle staccate più impegnative, quelle che richiedono di passare rapidamente dalla sesta alla seconda marcia. La sensazione è immediata: la 12Cilindri Manuale si guida come una supercar di una volta, con un coinvolgimento autentico e un’intensità che va oltre le prestazioni pure.

Il merito è di un sistema progettato per riprodurre il funzionamento di una trasmissione manuale. La leva scorre nel classico cancelletto Ferrari e il suo movimento è realmente meccanico. Quando il pilota seleziona una marcia azionando la leva, due sensori rilevano il movimento e inviano il comando alla centralina, che aziona gli attuatori incaricati di gestire gli innesti all’interno del cambio. Un principio analogo governa la frizione: il pilota schiaccia il pedale, che richiede una pressione di circa 12 kg, e così facendo trasmette attraverso un sensore l’impulso che viene dal conducente, così apertura e chiusura della frizione vengono eseguite elettronicamente.

Il risultato è un’esperienza che non si limita a simulare quella di un cambio manuale. Il comportamento è coerente con quello di una Ferrari del passato a cambio manuale: in caso di perfetta sincronizzazione l’innesto della marcia è fluido e preciso, mentre una tempistica non corretta, un movimento impreciso può rendere la cambiata più dura o generare piccole incertezze. Il pilota deve davvero coordinare mani e piedi come una volta, scegliere il momento della cambiata, gestire le scalate e, se vuole, cimentarsi con il punta-tacco e le doppiette. Può persino sbagliare. Ed è proprio questo uno degli aspetti più sorprendenti della vettura: la tecnologia non elimina l’errore umano, ma restituisce alla guida una componente di abilità che le trasmissioni automatiche hanno progressivamente ridotto.

Il manualismo della frizione è talmente ben fatto che se non si dosa bene il rilascio del pedale, si rischia di far stallare e spegnere la macchina. Proprio come sulle auto con cambio meccanico.

C'è comunque una rete di sicurezza. Un solenoide nel blocco manuale del cambio impedisce di selezionare una marcia troppo bassa che provocherebbe il fuorigiri del motore, evitando danni meccanici durante le scalate più aggressive. La centralina interviene quindi per proteggere il propulsore. La modalità automatica rimane disponibile attraverso un apposito comando: il colore della griglia serigrafata sul pomello aiuta a riconoscere la guida selezionata, ambra per il funzionamento manuale e bianco per quello automatico.

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