Poche settimane fa nuotava tra lacrime e sorrisi la sua ultima gara olimpica, dopo essere entrata nella storia dello sport mondiale per aver partecipato a cinque finali in altrettante edizioni consecutive dei Giochi. Un viaggio emozionante, incredibile, come l’hashtag che compare sul megaschermo del Volvo Studio dove Federica Pellegrini, la “Divina” si svela per quello che davvero è, al netto di tutto quello che si è scritto e detto di lei.
 
Una ragazza semplice, innamorata del suo sport e della vita, che ha avuto la forza fisica e morale di attraversare vasche e problemi, come tutti nella vita, in 20 anni di gare, tra trionfi e medaglie indimenticabili, comprese le immancabili delusioni. Senza però perdere mai l’orientamento in questo lungo viaggio, dove in realtà, come scriveva Thomas Stearns Eliot, conta più il percorso. E quello di Federica, è stato davvero fantastico.
 
Sobria, raffinata, elegante nel suo completo a pied poul, dove si trova perfettamente a suo agio, come quando macina chilometri nuotando in costume, la Pellegrini ribadisce la sua passione per le automobili e il suo rapporto ormai di lunga data con Volvo. Così abbiamo avuto l’opportunità di intervistarla con il contributo anche di Silvia Terraneo e del suo “shemotori”.
 
Cosa ne pensi di Volvo che ha fatto una scelta importante, quella cioè produrre solo vetture elettriche dal 2030?
"Che sono orgogliosa di condividere con loro valori importanti come la sostenibilità e la sicurezza, di far parte di una famiglia insomma che guarda al futuro. Non ho ancora provato l’elettrica, la Recharge, ma lo farò presto. L’esperienza elettrica l’hanno fatta i miei genitori e si sono trovati benissimo".
 
Ma come guida Federica Pellegrini? Mai stata in pista o fatto gare?
"Ho una guida abbastanza sportiva ma non così sportiva. Faccio parte di quelle schiera di donne che guidano molto bene, lo posso dire non perché voglio “tirarmela”, ma perché guido comunque da tanti anni e ho i riflessi pronti. Sono una persona molto reattiva ma neanche così brava da fare gare. Piuttosto ho avuto l’opportunità di girare in qualche ciruito su ghiaccio, per provare il drift e mi sono divertita tanto".
 
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