Federauto: con il B2C diretto online delle Case a rischio 70.000 posti di lavoro

Federauto: con il B2C diretto online delle Case a rischio 70.000 posti di lavoro

Adolfo De Stefani Cosentino, il presidente della Federazione Italiana Concessionari Auto prefigura un cambio epocale che a medio-breve termine potrebbe provocare grossi problemi

di Francesco Forni

3 dicembre

La transizione non sarà solo elettrica, l’auto si avvicina ad un periodo cruciale. Non privo di incognite, anche nei canali di vendita. A questo proposito Federauto lancia l’allarme: secondo la Federazione Italiana Concessionari Auto sono a rischio 70.000 posti di lavoro nei Saloni in Italia.

Le dichiarazioni

Si tratterebbe di una conseguenza diretta, come ha affermato Adolfo De Stefani Cosentino, il presidente di Federauto “La maggioranza delle Case costruttrici ha in animo di entrare direttamente nel mercato che offre prodotti e servizi ai consumatori singoli, chiamato B2C, ovvero business-to-consumer, tramite la vendita online. Così i Marchi metteranno fuori gioco prima i distributori e poi i concessionari, prendendo il controllo della domanda. Questo porterà alla perdita di 60-70.000 posti di lavoro, con un incremento dei prezzi e un servizio inferiore, a scapito del consumatore”.

Lo scenario è preoccupante, ma non campato in aria. Le vendite online sono sempre più utilizzate: oggi soprattutto per lanci di serie speciali, anche di offerte. La logica fa pensare a una naturale espansione di questa modalità.

Proprio per questo  Federauto domanda al Governo norme. “Finalizzate a regolare la posizione dominante delle Case auto nei confronti del sistema distributivo. Una competizione più serrata genererebbe vantaggi per il consumatore”.

Anche questo si preannuncia come un dibattito molto intenso.

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