Auto abbandonate in Spagna: il "cimitero" comprende BMW, Alfa Romeo e Lancia

Auto abbandonate in Spagna: il "cimitero" comprende BMW, Alfa Romeo e Lancia

Ci sono youngtimer e vetture d'epoca per tutti i gusti, dalla prima M5 della storia alla mitica Alfetta, passando per la Gamma alla NSU Ro80 che divenne Auto dell'Anno 1968

di Redazione

7 marzo

Ci sono un paio di BMW che hanno fatto storia, qualche Alfa Romeo che farebbe ingolosire gli appassionati di youngtimer sportive, delle Lancia per i cultori del marchi torinese e anche modelli Jeep per gli amanti dei fuoristrada. C'è di tutto e di più in una vecchia concessionaria di Tarragona (Spagna): ma quelle auto non sono in vendita. Bensì, sono lì da chissà quanto tempo, abbandonate alla polvere e alla ruggine. E le telecamere del canale YouTube M539 Restorations le ha scoperte e filmate.

Auto abbandonate: in Spagna il "cimitero" di BMW, Alfa Romeo e Lancia

Auto abbandonate: in Spagna il "cimitero" di BMW, Alfa Romeo e Lancia

A Tarragona, piena di polvere e ruggine, si trova una vasta collezione di auto classiche lasciate alle intemperie del tempo. Sono perlopiù modelli della Casa bavarese, tra cui la prima M5 della storia, un paio di Lancia e qualche storica Alfa. Ma sono presenti anche Jeep, Citroen e una NSU Ro 80

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La prima BMW M5 della storia

Si tratta di una vasta collezione di auto classiche appartenute al titolare stesso della concessionaria; vetture che erano conservate in un capannone adiacente la concessionaria, lì dove sono state ritrovate. Il marchio più rappresentato è BMW, dato che si trattava di un dealer ufficiale della Casa bavarese. Il pezzo più noto e pregiato è la M5 E28, la prima M5 di sempre, con il suo 6 cilindri da 286 cavalli, una delle auto più veloci al mondo negli anni '80. Ma ci sono anche le 850i e 750i E32, che vantano la spinta dell'M70, il primo V12 della storia di BMW.

Serve un restauro profondo e completo

Poi, come accennato, spunta un'Alfetta anni '70, una più moderna GTV6, le Lancia, le Jeep ma anche Citroen e la NSU Ro 80, che vinse il premio di Auto dell'Anno nel 1968. Insomma, ce n'è per tutti i gusti. Peccato che le auto siano in condizioni impresentabili, ricoperte da polvere, sporcizia, con evidenti danni alla carrozzeria; e possiamo soltanto immaginare il lavoro di restauro che servirebbe per rimettere in sesto motori e meccanica. Però è anche vero chi chi ne ha la possibilità potrebbe approfittarne per un restauro completo, ridando così nuova vita a queste vecchie perle dell'automobilismo.

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