Le richieste di Federmetano per il contenimento del gas naturale

“La riduzione dell’Iva consentirebbe di attuare una immediata riduzione del prezzo all’utenza, composta di oltre 1 milione di famiglie a medio e basso reddito"

Le richieste di Federmetano per il contenimento del gas naturale

Francesco ForniFrancesco Forni

Pubblicato il 16 marzo 2022, 10:00

Il prezzo del metano per auto nelle ultime settimane ha subito delle variazioni enormi. Da circa 1 euro al kg di sei mesi fa è passato anche oltre 4 euro, ma varia da stazione a sezione, con una media di 2 euro.

Una situazione non sostenibile. Federmetano è intervenuta durante l’audizione informale presso le Commissioni riunite Ambiente e Attività Produttive della Camera dei Deputati, in merito al disegno di legge di conversione del  Decreto Energia riguardante misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali.

Dante Natali, presidente di Federmetano, ha dichiarato 

Da sei mesi i nostri operatori combattono e convivono con una crisi tale che li ha costretti a più che raddoppiare il prezzo di vendita al pubblico del metano per autotrazione. Situazione, già insostenibile, che si è ulteriormente aggravata a causa della guerra in Ucraina“.

Il principale provvedimento, che chiediamo da ottobre al Governo, è una riduzione dell’Iva dal 22 al 5% (già accordata agli usi civili e industriali) anche per il metano uso autotrazione. Un provvedimento con un onere a carico dell’erario irrisorio, soprattutto se confrontato con quello relativo all’adozione della medesima misura per gli usi civili e industriali e pari a 600 mln di euro“.

“L’intervento sull’Iva ci consentirebbe di attuare una immediata riduzione del prezzo all’utenza, composta di oltre 1 milione di famiglie a medio e basso reddito. È necessario, pertanto, riconoscere una agevolazione a una fascia della popolazione più in difficoltà di altre, agevolazione che fino a oggi il Governo sta ingiustamente rifiutando“.

C'è anche il biometano

Parliamo di un comparto che conta oltre 1.500 punti vendita, che distribuiscono su tutto il territorio nazionale non solo metano di origine fossile ma – per il 30% – biometano, carburante 100% rinnovabile che deriva dall’upgrading dal biogas prodotto da matrici quali FORSU, fanghi di depurazione, reflui zootecnici, scarti agricoli e biogas di discarica e che in pochi anni potrebbe sostituire totalmente il gas naturale di origine fossile, rispondendo anche alla necessità di limitare la nostra eccessiva dipendenza energetica dall’estero“.

E l'idrogeno

Ricordo poi che questa infrastruttura è già pronta per distribuire anche idrogeno e, dunque, doppiamente necessaria per la decarbonizzazione che l’Italia, come gli altri paesi europei, è tenuta a traguardare. Infrastruttura che, se non sarà tutelata oggi, sarà da ricostruire domani con costi per lo Stato enormemente superiori

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