Renault, stop delle attività in Russia. Come ha reagito il titolo?

Renault, stop delle attività in Russia. Come ha reagito il titolo?

Prima il discorso di Zelensky poi il tweet di boicottaggio di Kuleba, hanno portato alla decisione del Gruppo. Ecco la reazione in Borsa

24 marzo

La decisione è stata ufficializzata nella serata del 23 marzo: Renault ferma le attività industriali in Russia a tempo indeterminato. Stop al sito produttivo a Mosca, una decisione giunta molto dopo altre posizioni di case automobilistiche relative agli affari in Russia. C'è chi ha interrotto le vendite, chi è uscito dal mercato quale risposta alla guerra in corso in Ucraina.

La decisione del Gruppo Renault è giunta al termine di una giornata densa di eventi, che ha visto il presidente ucraino Zelensky tenere un discorso in videoconferenza con il Parlamento francese. Un discorso critico verso le realtà industriali transalpine che, ancora, non avevano interrotto gli affari in Russia. Critico verso il Gruppo Renault ma non solo, visti altri player appartenenti a diversi settori industriali.

Critiche a Renault e il boicottaggio via Twitter

Un affondo successivo al discorso di Zelensky era giunto, via Twitter, dal ministro degli Affari Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. Decisamente all'attacco del Gruppo transalpino, le parole sui social: "Renault si rifiuta di ritirarsi dalla Russia. Non che dovrebbe sorprendere nessuno quando Renault supporta una brutale aggressione in Europa. Però gli errori devono essere accompagnati da un prezzo, specialmente quando sono ripetuti. Chiedo ai clienti e alle aziende nel mondo di boicottare il Gruppo Renault". 

L'annuncio Renault e il cambio di posizione di Kuleba

Il rapido evolversi dello scenario ha portato, tre ore dopo, alla decisione di Renault, a sua volta salutata da un tweet di altro tenore, da parte del ministro degli Affari Esteri ucraino: "Saluto la dichiarazione del Gruppo Renault in merito alla cessazione delle attività industriali in Russia. Una mossa responsabile contro lo scenario della barbara aggressione della Russia contro l'Ucraina".

Il Gruppo ha annunciato anche la valutazione di possibili opzioni relative alla quota azionaria detenuta in Avtovaz, "tenuto conto dell'attuale momento, operando al contempo in modo responsabile nei confronti dei propri 45 mila dipendenti in Russia". Così la nota del marchio francese, a sottolineare come avesse già implementato le misure necessarie a rispettare le sanzioni internazionali imposte alla Russia. 

Titolo Renault stabile, calo già metabolizzato

Una mossa, lo stop alla produzione a Mosca, che avrà impatti sulle prospettive finanziarie 2022, segnatamente si prevede un margine operativo del Gruppo intorno al 3% contro le stime di un oltre 4%. 

Le reazioni dei mercati all'annuncio del Gruppo non hanno comportato particolari variazioni del titolo, quotato a 22,61 euro ad azione a Parigi nella giornata odierna. Mercati che già allo scoppio della guerra avevano corretto la quotazione su Renault, con il titolo passato da 30,5 euro ad azione il 25 febbraio a 27 euro/azione il 28 febbraio e 21,92 euro ad azione il 7 marzo. 

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