Car sharing a Milano: attenzione alle truffe con false patenti

Car sharing a Milano: attenzione alle truffe con false patenti

Organizzata una maxi frode al servizio Enjoy utilizzando numeri di telefono falsi e patenti intestate a persone ignare e trovate sui social network, tra i coinvolti anche minorenni

di Redazione

25 aprile

Si chiude, dopo due anni di inchiesta, con 80 capi di imputazione e 70 indagati per truffa e sostituzione di persona, l'indagine del Nucleo Crimini Informatici e Telematici della Polizia locale di Milano che ha portato alla luce un giro di falsi account per il noleggio delle auto in car sharing della flotta Enjoy.

 Tutto nato da un banale incidente

L’indagine è partita nella notte di Capodanno del 2020, quando gli agenti della Polizia locale sono intervenuti per effettuare i rilievi di un incidente stradale, non grave, nel quale era coinvolta una Fiat 500 della flotta Enjoy che aveva urtato alcuni veicoli in sosta. Il conducente e i passeggeri della Fiat 500 erano scappati abbandonando il veicolo, da qui erano partiti alcuni accertamenti da cui era emerso che l'account utilizzato per il noleggio era stato creato utilizzando dati anagrafici di un soggetto totalmente all’oscuro dei fatti. Con la collaborazione dell'ufficio Security di Eni è stato possibile a quel punto estendere l'indagine e risalire a un cittadino italiano di origine nordafricana, residente proprio nella zona in cui era avvenuto l'incidente, che aveva generato e gestito abusivamente circa 220 account del servizio di car sharing.

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Minori truffatori

La polizia locale ha ricostruito la truffa: le patenti di guida necessarie per attivare l'account venivano trovate su Internet, copiando i dati di persone che, incautamente, pubblicavano le foto della propria patente di guida sui social network. L’utenza telefonica per ricevere il pin, necessario per attivare l'account del car sharing, era fornita da suoi conoscenti o riconducibile a numeri usa e getta. Inoltre diversi soggetti coinvolti sono risultati minori di 18 anni e, quindi, sprovvisti di patente di guida. Nel corso dell'indagine è emerso che anche l'Unità Procedure Sanzionatorie della Polizia Locale aveva sviluppato una parallela attività, a seguito di una serie di ricorsi a sanzioni amministrative notificate a soggetti che avevano potuto dimostrare di non essere conducenti e/o responsabili del noleggio al momento dell'accertamento della violazione.

Un reato da non sottovalutare

Il crimine smascherato è particolarmente pericoloso poiché le autovetture condotte da soggetti non immediatamente identificabili, potevano essere utilizzate sia per commettere reati sia da persone sprovviste della patente di guida e magari di minore età. In seguito all'attività investigativa Eni ha modificato le modalità di attivazione dell'account per l'utilizzo della propria flotta di car sharing.

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