Big Musk non ha più limiti e porta Twitter su Marte

Big Musk non ha più limiti e porta Twitter su Marte

Il manager che ha regalato capitalizzazioni record a Tesla continua a estendere la sua influenza: la potenza dei social

di Monica Secondino

17 maggio

“La libertà di parola è il fondamento di una democrazia funzionante e Twitter è la piazza cittadina digitale in cui si dibattono questioni vitali per il futuro dell'umanità”, ha dichiarato Elon Musk nel comunicato stampa in cui annunciava il takeover del social network usato da oltre 300 milioni di persone, di cui 85 seguono il suo account. Così Musk aggiunge un altro tassello al suo già ricco mosaico di interessi. Recentemente ha raccolto altri 675 milioni di dollari per la sua Boring Company, l’azienda che tra l’altro si occupa della costruzione di un tunnel sotterraneo ad alta velocità sotto Las Vegas. C’è poi Optimus, umanoide con intelligenza artificiale a cui stanno lavorando in Tesla, che magari accoglierà i visitatori che arriveranno su Marte, a cui punta con la sua SpaceX.

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Tesla macina record di utili

Twitter gli è costato più di 44 miliardi di dollari, ma ha dichiarato che non l'ha acquistato per guadagnare soldi. Probabilmente, neanche per vendere qualche auto in più, visto che Tesla, la più grande società di auto al mondo con una capitalizzazione di circa 1.000 miliardi di dollari, ha riportato dati brillanti per il primo trimestre di quest’anno. La società ha moltiplicato per sette l’utile, il migliore di sempre: più di 3 miliardi rispetto ai 438 milioni di fine marzo 2021. I margini lordi del settore automobilistico sono balzati a un record del 32,9% (inclusi i crediti normativi di 679 milioni di dollari). Sembra che pandemia, guerra in Ucraina, aumenti delle materie prime, colli di bottiglia e crisi dei microchip su Tesla abbiano l’effetto del solletico.

Negli ultimi tempi la società ha rialzato per ben due volte i prezzi di listino delle sue auto, ma è anche riuscita a ridurre i costi per veicolo grazie a economie di scala e miglioramenti nell’efficienza operativa. Sul fronte delle materie prime, Musk ha twittato che il prezzo del litio, cruciale per le batterie delle auto elettriche, ha raggiunto “livelli insani” e Tesla potrebbe entrare direttamente nel settore mining & refining. Forse non è un caso che recentemente abbiano assunto un geologo da Rio Tinto, una delle società più importanti al mondo attiva nella ricerca, estrazione e lavorazione di risorse minerarie. Nel corso della presentazione dei risultati, Musk ha anche comunicato che nel 2024 entrerà in produzione un robotaxi senza volante né pedali, che sarà un “enorme motore di crescita” per l’azienda. Intanto il mercato sta ancora aspettando il Cyber-truck che dovrebbe arrivare l’anno prossimo.

Non si arresta il cammino di Musk

Ma Tesla non è solo una società di auto e di tecnologia, è anche un’azienda di energia e con più di 30.000 Supercharger gestisce la più grande rete di ricarica rapida al mondo. A catalogo ci sono anche le assicurazioni, con il lancio del suo prodotto in altri tre Stati nel corso del primo trimestre. In Texas l’azienda è già il secondo più grande assicuratore di auto Tesla e spera di diventare il primo nel prossimo futuro raggiungendo l’80% di clienti americani. Risultati brillanti e futuro roseo, specialmente se si pensa che il 95% delle vendite sono costituite da Model 3 e Model Y: con due auto e due impianti (in California e a Shangai) niente male. La chiusura dello stabilimento asiatico a causa del lockdown avrà un impatto negativo sulla produzione dei prossimi mesi, ma nel trimestre passato sono stati inaugurati due nuovi impianti, uno in Texas (Austin) e uno in Germania (Berlino).

Grazie a questi due siti Elon Musk ha detto che “la società dovrebbe essere in grado di produrre oltre 1,5 milioni di veicoli nel 2022”. Si tratta del 60% in più rispetto al 2021. Ma non finisce qui. Potremmo tirare fuori un coniglio dal cappello. Q3 e Q4 saranno sostanzialmente più alti”, ha previsto Musk. Lapidario il commento di Adam Jonas, analista di Morgan Stanley che ha scritto: “Più vediamo Tesla, più siamo preoccupati per il resto dell’industria che deve tenere il passo.

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