Toyota costretta a fermare la produzione in Giappone

Toyota costretta a fermare la produzione in Giappone

Le chiusure in Cina impattano sulla produzione Toyota per la ridotta disponibilità di componenti. Il Gruppo fermerà a rotazione alcuni siti produttivi nipponici

24 maggio

Ancora un taglio sulle previsioni di produzione, in casa Toyota. Costretti a riposizionare la produzione domestica e globale a seguito dei problemi di approvvigionamento, dettati dalla carenza di semiconduttori e, soprattutto, causati dalle restrizioni imposte in Cina a seguito dell'ultima ondata di casi Covid-19.

Cina che segue la politica dei "casi zero", con il conseguente lockdown rigido imposto a Shanghai da marzo pur in assenza di decessi dovuti al Covid e un numero di casi di poche decine di migliaia, su una popolazione di Shangai da oltre 20 milioni di persone.

Mancano i componenti e si fermano gli impianti

Stop che si riflettono sulla produzione industriale e la catena di approvvigionamento di componenti necessarie alla produzione nei siti Toyota. A giugno, così, il Gruppo ha annunciato un taglio di 100 mila unità sulle previsioni di inizio anno: verranno prodotte globalmente 850 mila unità, di cui 250 mila nei 14 impianti nipponici.

Il marchio (qui trovi i modelli sul mercato dell'usato) fermerà la produzione in 10 impianti e 14 linee - sul complessivo di 14 siti produttivi e 28 linee - a rotazione tra maggio e giugno, conseguentemente alla carenza di componenti necessarie. 

Con una nota, il gruppo ha confermato le stime di una produzione annua a 9,7 milioni di veicoli e ha sottolineato l'imprevedibilità futura della produzione. Tra giugno e agosto si punta a realizzare volumi pari a 850 mila esemplari al mese.

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