Mercato auto, ad agosto crescono le vendite

Mercato auto, ad agosto crescono le vendite

La svolta green nel nostro paese fatica a realizzarsi: i motori a benzina si registrano in crescita, ma calano diesel e metano. Le berline battono crossover e fuoristrada

di Redazione

2 settembre

Finalmente torna a vedersi il segno più davanti ai numeri che attestano l'andamento del mercato automobilistico in Italia. Ad agosto con  71.190 immatricolazioni si registra una crescita del 9,9% rispetto ad agosto 2021. Agosto "aiuta" a risalire dal crollo: in 8 mesi del 2022 infatti, le immatricolazioni sono arrivate a 865.044 unità, cioè il 18,4% in meno rispetto allo stesso periodo del 2021.

Numeri e considerazioni

Analizzando più nel dettaglio si può notare come ad agosto la sola flessione riguardi solo gli acquisti dei privati, con un calo dell'11,6%. Sempre più apprezzato nel nostro paese il noleggio a lungo termine (+23,5%), mentre quello a breve termine sale al 4,4% di quota nel mese e al 4,9% nel cumulato. Nonostante il green sembra ormai essere l'unica via del futuro, crescono i motori a benzina, mentre scende il diesel e crolla il metano. Prosegue la risalita delle ibride, mentre per le plug-in e le elettriche si registra un ridimensionamento. Le auto più vendute? Le berline, seguite dai crossover e dai fuoristrada.

Con l'apertura degli incentivi auto anche per e società di noleggio, il Presidente dell’UNRAE Michele Crisci ha ribadito di essere soffisfatto pur non ritenendo giusta l'esclusione di coloro che acquistano cash o leasing: "Ora comunque auspichiamo la massima accelerazione delle procedure previste per la piena operatività del provvedimento, visto l’approssimarsi della scadenza del 31 dicembre quale termine ultimo per godere del beneficio. La velocizzazione dell’iter consentirebbe inoltre la rapida applicazione di un’altra significativa misura relativa al 2022, anch’essa contenuta nel DPCM, che prevede contributi per l’installazione di ricariche domestiche per i veicoli elettrici. È necessario che si definisca un puntuale cronoprogramma che indichi tempi, luoghi e tipologie di colonnine pubbliche da installare, nonché i soggetti incaricati di effettuare gli investimenti, oltre ad incentivare in ottica pluriennale la diffusione di infrastrutture di ricarica privata. L’Italia, continua a soffrire di un ritardo penalizzante nella diffusione dei punti di ricarica pubblici, pari a 6,1 punti per 100 Km rispetto ad una media europea di 8,2 punti, un numero che ci colloca al 14° posto nel ranking del continente, a grandissima distanza da Paesi leader come Norvegia, Olanda e Svizzera”.

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