Stellantis, a Mirafiori cassa integrazione fino a fine marzo

Stellantis, a Mirafiori cassa integrazione fino a fine marzo

Saranno coinvolti 2260 dipendenti, di cui 1251 sarebbero sulla linea dedicata alla 500 BEV e 1009 su quella che produce le Maserati

di Redazione

6 febbraio

Qualche giorno fa vi avevamo parlato dello “scontro” fra Stellantis e il Governo, con il primo che richiedeva giusti incentivi per le auto elettriche e un supporto maggiore, altrimenti tanti lavoratori del settore avrebbero rischiato di perdere il lavoro, menzionando in particolar modo le fabbriche di Mirafiori e Pomigliano d'Arco. Ed ora è proprio Mirafiori a subire ora uno stop di circa sette settimane, più precisamente fino al 30 marzo. Secondo il dirigente del gruppo, senza sussidi adeguati negli impianti sopramenzionati si opererà un taglio del personale. Ma cosa succederà?

La situazione

Le linee produttive della fabbrica di Mirafiori dovevano inizialmente fermarsi fra il 12 febbraio e il 3 marzo, ma a quanto pare le cose hanno preso una piega diversa, molto più preoccupante, se Stellantis ha dovuto prolungare fino a fine marzo. I dipendenti andranno tutti in cassa integrazione adesso, e saranno 2260. Nello stabilimento di Torino attualmente si producono la Fiat 500e e alcuni modelli Maserati, che avranno ora un futuro incerto. Di sicuro questa problematica stronca la salita produttiva di Mirafiori, trainata dall'inizio della commercializzazione della 500e negli States, di cui si è potuto avere un breve assaggio con l'inserimento dell'auto nel nuovo singolo della pop star Jennifer Lopez.

Proprio di questa vettura – sempre a causa della cassa integrazione - sarà ridotta la produzione, che passerà da due a un solo turno, con 215 auto al giorno, che si traduce in quasi la metà di quante ne sono state assemblate in media al giorno nel 2023. Per quanto riguarda Maserati, la situazione è ancor più complessa poiché a causa del rinvio della Berlina, e la fine del ciclo della Quattroporte e Ghibili, la fabbrica assemblerà pochissimi veicoli. Intanto, di coloro che andranno in cassa integrazione, 1251 sarebbero sulla linea dedicata alla 500 BEV e 1009 su quella che produce le Maserati.

Edi Lazzi, segretario Fiom Cgil di Torino, ha detto che “questa nuova richiesta di cassa integrazione è una sciagura, dopo il mese di fermo produttivo a scavallo dell’anno adesso siamo allo stop dal 12 febbraio al 30 marzo. Sono sette settimane consecutive in cui le lavoratrici e i lavoratori perderanno parte del loro già magro salario. Inoltre è un segnale devastante per lo stabilimento nel suo insieme, anche alla luce delle voci che stanno girando sull’eventualità di una fusione con la Renault che metterebbe ulteriormente in difficoltà la tenuta dei siti produttivi italiani.”

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