Stellantis, maxi richiamo per Citroën C3 e DS 3: il motivo

L'azienda ha chiesto lo stop immediato dell'utilizzo di questi veicoli prodotti tra il 2009 e il 2019 per un problema all'airbag Takata

Stellantis, maxi richiamo per Citroën C3 e DS 3: il motivo

Pubblicato il 20 maggio 2024, 14:52

Arriva un avviso immediato da parte di Stellantis per tutti i possessori di Citroën C3 e DS Automobiles DS 3, prodotte tra il 2009 e il 2019. La richiesta è di interrompere immediatamente l'utilizzo di tali veicoli e il richiamo fa parte di una serie di campagne riguardanti gli airbag Takata iniziata nel 2020 (Toyota ha recentemente richiamato circa 50mila veicoli per lo stesso problema).

Cosa fare se si rientra nel richiamo

L'azienda invita i clienti a visitare un sito web dedicato, indicato nelle comunicazioni inviate, o a utilizzare il codice QR presente nelle lettere spedite a tutti i proprietari coinvolti. In questo modo stellantis potrà pianificare e realizzare tutte le riparazioni necessarie nel minor tempo possibile e ovviamente in modo gratuito.

Dopo la verifica online, i clienti riceveranno istruzioni sui passaggi successivi e, se necessario, saranno offerte opzioni di mobilità alternative per minimizzare i disagi. Le indicazioni per portare il veicolo alle officine autorizzate saranno fornite una volta confermato l'appuntamento per la sostituzione dell'airbag. 

Il richiamo: ecco il perché

La ragione di questo richiamo è legata al rischio che alcune sostanze chimiche nei gonfiatori degli airbag Takata possano degradarsi nel tempo, specialmente in condizioni climatiche calde e umide. In caso di incidente, l'airbag potrebbe gonfiarsi con troppa forza, portando alla rottura del dispositivo e causando potenzialmente gravi lesioni o, nel peggiore dei casi, la morte.

Anche BMW, ad aprile 2023, aveva sollevato il problema richiamando ben 17 modelli coinvolti. In realtà, la questione degli airbag Takata difettosi dura già da diversi anni: lo scorso anno il richiamo era stato effettuato anche da Volkswagen, nel 2018 da Toyota e nel 2016 in una doppia tranche, nel USA erano stati richiamati circa 12 milioni di veicoli. Nel 2015 Ford aveva scelto di non utilizzarli più.

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