Temi caldi
Fabiano Polimeni
2 mag 2025
Oltre alla potenza, ai cavalli dichiarati, c’è molto di più. Due modi di pensare la sportività che non potrebbero essere più diversi, tra Ferrari e Aston Martin, soprattutto quella immaginata con i rispettivi hyper-suv. Purosangue da un lato, l’evoluzione DBX S dall’altro.
L’unicità che Ferrari è riuscita a esprimere con il Purosangue, avvantaggiata da una proposta tecnica esclusiva, che non deve subire confronti con altri partners tecnici, è un punto innegabilmente a vantaggio del Purosangue. Quale che sia il metro di paragone che gli si vuole mettere accanto.
Aston Martin ha compiuto un altro sforzo nel migliorare le prestazioni del suo DBX, introducendo sul DBX S i turbocompressori già proposti con la Valhalla, dai quali sono arrivati 20 cavalli in più. Parte da qui, inevitabilmente, il confronto tra dati e soluzioni tecniche: 727 cavalli per Aston Martin DBX S contro i 725 cavalli del Ferrari Purosangue. Numeri quasi identici, frutto di motori che non potrebbero essere filosoficamente e per origine più distanti.
Il V12 aspirato Ferrari da 6.5 litri è l’unità delle granturismo di casa, è il simbolo del Cavallino con la zona rossa del contagiri a 8.000 giri/min. Cede “inevitabilmente” in coppia motrice assoluta ai vantaggi della sovralimentazione, che sfrutta Aston Martin grazie al V8 biturbo 4 litri per raggiungere i 900 Nm contro i 716 Nm dell’aspirato Ferrari. Quanto a fruibilità, ben l’80% dei 716 Nm (572 Nm) sono disponibili già a 2.100 giri/min e il valore massimo è prodotto a 6.250 giri/min. Aston Martin dichiara, invece, un’erogazione di 900 Nm tra i 3.000 e i 5.250 giri/min. Un V8 che sviluppa la potenza massima a 6.250 giri/min. Chi “vince”? Questione di gusti, più che mai. Il fascino unico del 12 cilindri e le sue sonorità, oppure, la preferenza verso la guida di un biturbo V8.
A sfogliare i numeri nudi e crudi delle prestazioni velocistiche - che raccontano solo in minima parte del potenziale e della bontà di un progetto a questi livelli -, ecco che entrambi gli hyper-suv raggiungono i 310 km/h di velocità massima e accelerano in 3”3 sullo 0-100 km/h. Le differenze si fanno, invece, “sensibili” - sempre secondo gli standard dettati dal cronometro, non del buonsenso -, nel confrontare la rapidità in accelerazione fino ai 200 km/h. Ferrari Purosangue impiega solo 10”6 contro gli 11”4 dell’Aston Martin DBX S.
Le differenze concettuali tornano evidenti nel mettere a confronto la tipologia di cambio e la distribuzione delle masse. Aston Martin deve fare i conti con un motore 8 cilindri e una trasmissione forniti dal partner tecnico Mercedes-AMG, sui quali interviene con proprie personalizzazioni. Sul DBX S troviamo il V8 e il cambio automatico 9 marce montati in blocco dietro l’asse anteriore, diversamente dal Ferrari Purosangue che installa il cambio doppia frizione 8 marce sull’asse posteriore, insieme al differenziale. Il transaxle permette una distribuzione delle masse esemplare: 49:51 tra i due assi, per 2.033 kg di peso totale del suv. Aston DBX S dichiara 2.198 kg distribuiti al 53:47. Valori che, incrociati con la potenza massima, portano a rapporti di peso-potenza pari a 2,8 kg/cv per il Ferrari Purosangue contro i 3,02 kg/cv dell’Aston Martin DBX S.
Masse imponenti, per modelli full size, visti I 4,97 metri di lunghezza e 3,02 metri di passo del Purosangue, contro i 5,04 metri per 3,06 di passo del DBX S. Masse da controllare con sistemi elettronici applicati all’assetto.
Ferrari mette in campo il meglio dell’elettronica applicata alle proprie supercar, passando dal sistema integrato Side Slip Control 8.0 alla variazione di rigidità degli ammortizzatori idraulici mediante attuatori elettrici a 48 volt posti su ciascuno stelo. Continuando con l’integrazione del controllo elettronico del differenziale. Non mancano le quattro ruote sterzanti.
Aston Martin ha affinato l’elettronica applicata alla dinamica di marcia già nel 2024 sul DBX 707 e propone, oltre al differenziale a controllo elettronico, anche la neutralizzazione del rollio, ottenuta attraverso le barre antirollio comandate da attuatori elettrici. Le sospensioni, invece, sono del tipo con ammortizzatori a molle pneumatiche.
Al di là della pura tecnica, la differenziazione è netta anche sul design. Entrambi, Purosangue e DBX S, finiscono dritti nel filone delle belle auto supersportive. Chi apprezza il dettaglio estetico più ricercato, avrà nella proposta Ferrari la chicca delle portiere posteriori ad apertura controvento. Una soluzione pratica per l’accesso a bordo e furba al tempo stesso, tale da trasformare visivamente il suv Ferrari in una tre porte nella pista d’insieme della silhouette.
Un atteso e importante punto di vantaggio che Aston Martin DBX S è destinata a strappare al Ferrari Purosangue è sul prezzo di listino. Dovrebbe collocarsi in quota 300 mila euro, ben distante dai 390 mila euro annunciati alla presentazione, nel 2023, dello sport utility del Cavallino rampante. Ovviamente, al netto della personalizzazione, che per le supercar è diventata da tempo un passaggio doveroso.
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Loading
Abbonati all’edizione digitale e leggi la rivista, gli arretrati e i contenuti multimediali su tutti i tuoi dispositivi.
Abbonati a partire da € 21,90