I colossi tedeschi insorgono contro il bando alle termiche del 2035

Rischio occupazione, Bosch, Mahle, Schaeffler e ZF chiedono apertura tecnologica e revisione nel 2026. Lettera a Cdu, Bundestag e Parlamento europeo
I colossi tedeschi insorgono contro il bando alle termiche del 2035

Francesco ForniFrancesco Forni

Pubblicato il 27 agosto 2025, 09:19 (Aggiornato il 28 ago 2025 alle 11:31)

I "big" tra i produttori tedeschi di componenti auto finamente si fanno sentire. I vertici di Bosch, Mahle, Schaeffler e ZF hanno mandato un messaggio deciso alla politica, nello specifico al segretario generale della Cdu Carsten Linnemann, ai gruppi cristiano-democratici del Bundestag e a quelli del Parlamento europeo

Table.Briefings ha esaminato la comunicazione. La situazione nel comparto dei fornitori "sta precipitando", evidenziano le imprese. Aggiungono che "non riflette l’immagine di una trasformazione di successo a livello industriale e sociale".

Il documento lamenta tagli occupazionali già avvenuti e probabili futuri. Alcuni segmenti produttivi risultano molto esposti alla transizione elettrica. L'industria desidera che l'elettromobilità prosperi.

Tuttavia, ciò "non accadrà vietando altre tecnologie".

Preoccupazioni per il lavoro 

L'auspicio è una forte pressione su Bruxelles. Linnemann dovrebbe promuovere "l’impegno per l’apertura tecnologica previsto dall’accordo di coalizione". Ne chiedono l'attuazione celere.

I quattro amministratori esprimono forti critiche al sindacato IG Metall che "difende la politica europea sul clima". Ma molti settori risultano vulnerabili alla transizione elettrica.

Aggiungono "non i posti di lavoro della Bosch a Feuerbach, della Mahle a Rottweil". Né quelli "della Schaeffler a Schweinfurt e della ZF a Saarbrücken". La posta in gioco è la salvaguardia dell’occupazione in generale.

Appello per l'Innovazione e un dialogo

La revisione del bando termico 2035 è imminente. Alla vigilia del Dialogo Strategico sull’automotive e della clausola di verifica del 2026 sul divieto ai motori termici, i colossi della filiera tedesca sollecitano un’inversione di marcia, denunciando l’inerzia della Commissione europea, accusata di non aver mostrato apertura.

L'industria sollecita un indirizzo che valorizzi ogni soluzione tecnologica. La competitività del comparto richiede una prospettiva vasta e aperta. I rischi per l'indotto sono elevati.

Bosch, Mahle, Schaeffler e ZF chiedono ascolto per un futuro sostenibile. Il 2035 si avvicina a grandi passi.

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