Dalla Cina un sistema anti-incendio che “lancia” le batterie dell'auto

L'esperimento, diventato virale sui social, mostra la bizzarra trovata "made in China": in caso di pericolo, l'accumulatore viene espulso lateralmente in strada

Gianluca GuglielmottiGianluca Guglielmotti

Pubblicato il 26 settembre 2025, 09:53

In Cina sta facendo discutere un sistema sperimentale pensato per affrontare uno dei problemi più delicati delle auto elettriche: gli incendi delle batterie. Nel video diventato virale sui social cinesi, un Suv espelle letteralmente il suo pacco batteria da un lato della vettura, proiettandolo a diversi metri di distanza prima che inizi a sprigionare fumo. Sul posto, addetti alla sicurezza hanno rapidamente ricoperto il modulo con una speciale coperta ignifuga, in un’area protetta appositamente allestita con cuscini per attutirne l’impatto. Il principio di funzionamento ricorda quello di un airbag: se i sensori rilevano un evento termico critico, il sistema attiva un meccanismo che, nel giro di un secondo, “spara” via la batteria fino a 6 metri lontano dal veicolo. L’obiettivo dichiarato è proteggere gli occupanti da un potenziale incendio o addirittura da un’esplosione.

Sicurezza o rischio aggiuntivo?

Se sulla carta la soluzione può sembrare innovativa, nella pratica solleva enormi perplessità. Un pacco batterie può pesare centinaia di chili: trasformarlo in un vero e proprio proiettile significa moltiplicare i rischi per pedoni e automobilisti circostanti. Non a caso, sui social e tra gli esperti è piovuta l’ironia: «Non è un sistema di sicurezza, è un lancia-missili con le ruote». Inoltre, in caso di incidente grave, la deformazione della scocca potrebbe rendere impossibile l’espulsione del pacco, lasciando comunque la batteria a bordo insieme al rischio di incendio.

Le origini del progetto

Il test sarebbe stato organizzato dal China Automotive Collision Repair & Technology Research Center, durante un evento ufficiale dedicato alle “tecnologie di lancio delle batterie” tenutosi il 19 settembre 2025. L’auto usata come prototipo sembra una Chery iCar 03T, ma il marchio si è subito dissociato, dichiarando: «Questo non ha nulla a che vedere con i nostri modelli, vi invitiamo alla razionalità». Anche il gruppo Joyson, inizialmente indicato tra i possibili partner, ha negato qualsiasi coinvolgimento.

Una strada senza futuro

L’idea di lanciare un pacco batteria da centinaia di chili in mezzo al traffico è difficilmente compatibile con i criteri reali di sicurezza stradale. In più, nei crash test più severi il meccanismo stesso potrebbe danneggiarsi e non attivarsi. Per questo molti analisti ritengono che il cosiddetto “sistema di espulsione” resterà solo una curiosità da laboratorio, utile più a generare clamore che a fornire una vera soluzione al problema degli incendi nelle auto elettriche.
 

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