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International User Summit 2025: utenti protagonisti con OMODA & JAECOO

Luca Talotta
Pubblicato il 23 ottobre 2025, 18:13
Nel panorama automobilistico, una novità emerge con forza: la parola chiave è co-creazione. Il marchio OMODA & JAECOO ha scelto di dare agli utenti un ruolo strategico e attivo nell’evoluzione dei propri prodotti e della propria offerta. Grande protagonista è il Summit Internazionale degli Utenti 2025, occasione per ribadire che il futuro della mobilità – e in particolare quello della mobilità orientata alla tecnologia e alla sostenibilità – non potrà più prescindere dal dialogo con chi guida, usa, valuta e propone.
In questo senso, l’articolo si propone di analizzare l’evento, i contenuti tecnici presentati, il contesto strategico del marchio in Italia e in Europa, e qualche riflessione sul ruolo dell’automotive oggi.
Il ruolo centrale degli utenti: «Co-Create, Co-Define»
Al cuore dell’evento organizzato da OMODA & JAECOO c’è il tema «CO-CREATE CO-DEFINE», che può apparire più di una semplice frase ad effetto: è un cambio di paradigma. Il marchio invita gli utenti – non più solo consumatori – a farsi co-creatori dell’ecosistema: dalla fase di test alla definizione di nuove funzionalità, fino ad arrivare all’esperienza stessa del veicolo.
La trasformazione è chiara: la tecnologia non è più mera componente, ma leva di partecipazione. I modelli protagonisti, come la OMODA 3 (interprete intelligente) e la concept car OMODA 6 Concept, sono stati presentati come piattaforme sulle quali l’utente potrà intervenire per plasmare funzionalità, design, profilo d’uso.
Il summit prevede varie iniziative: campi di co-creazione (OMODA 7 Intelligent Co-Creation Camp, Hybrid Gemini Co-Creation Camp), reveal tecnologici, momenti di dialogo con utenti da cinque continenti, media e partner. Il marchio comunica così una visione aperta, collaborativa e “dal basso” della mobilità.
Tecnologia, design e sostenibilità: i pilastri della nuova OMODA & JAECOO
Tecnologia al servizio dell’esperienza di guida
La tecnologia non è solo promessa, ma contenuto concreto. Ad esempio, il sistema ibrido Super Hybrid System (SHS) presentato dal gruppo evidenzia un livello concreto: un motore 1.5 TDGI in ciclo Miller, due motori elettrici, trasmissione DHT, con rendimento termico già al 44,5 % e consumi intorno ai 6 l/100 km.
Inoltre, l’architettura modulare SNA (Systems Network Architecture) è pensata per sostenere diverse tipologie di propulsione: termica, ibrida, elettrica. Il modello OMODA 3 è il primo SUV basato su tale piattaforma.
Di rilievo anche le soluzioni di assistenza al parcheggio automatico (APA) e parcheggio da remoto (RPA) sulla OMODA 7, ideate per rendere la mobilità più fluida, meno stressante, più sicura anche in contesti urbani complessi.
Design, identità e nuove generazioni
Il design assume un ruolo identitario: la OMODA 3 è descritta come “Cyber Mecha”, con linee geometriche affilate, gruppi ottici “Mecha Lightning”, colorazione esclusiva Stellar Blue. Qui l’obiettivo è penetrare nelle nuove generazioni, creare una mobilità con forte valore estetico e riconoscibilità.
All’interno, l’ambientazione “ispirata all’astronave” vuole richiamare un’esperienza immersiva, tecnologica, avvolgente. In sintesi: non solo utilità e prestazioni, ma emozione.
Mobilità sostenibile e visione globale
La sostenibilità è una delle colonne: modelli come OMODA 9 Super Hybrid e JAECOO 7 Super Hybrid – secondo il marchio – sono già certificati con le cinque stelle Euro NCAP, e nel caso del JAECOO 5 si fa riferimento a un abitacolo pet-friendly certificato TÜV SÜD. Questo denota una visione che va oltre la mera propulsione: include comfort, sicurezza, attenzione all’ambiente umano.
Allo stesso tempo, l’espansione internazionale del marchio mette in luce un approccio globale: dalla Cina (sede del gruppo) all’Italia, passando per la rete di assistenza, la personalizzazione locale, la piattaforma “brand ecosystem 2.0” con robot umanoide (AiMOGA-Mornine) negli showroom 4S.
L’Italia nel quadro internazionale: un’opportunità per il settore
In Italia, l’arrivo di OMODA & JAECOO rappresenta una sfida ma anche una occasione. Il gruppo Chery Automobile – che controlla i due marchi – ha infatti annunciato ingenti investimenti per il mercato europeo, includendo produzione, esportazioni e una rete di concessionari.
Ciò comporta che il nostro Paese non sia più solo “mercato d’importazione”, ma potenzialmente sede di attività strategiche, sviluppo, servizi. Questo è un bene per l’intero settore automobilistico italiano ed europeo, in un periodo in cui la competizione globale richiede innovazione, flessibilità, modelli nuovi di business.
In questo senso, il ruolo degli utenti diventa ancora più centrale: quando un marchio sceglie di “co-creare” con i clienti, ciò favorisce una relazione più stretta, un maggiore legame di fiducia. Per l’Italia, dove l’automotive ha una lunga tradizione, è un segnale positivo che anche brand emergenti puntino su dialogo e partecipazione.
Va chiarito però che la “co-creazione” non deve essere intesa come semplice operazione di marketing. Serve che ci siano effettivamente strumenti, processi, disponibilità da parte dei marchi affinché l’utente abbia voce, scelta e impatto reale. In questo senso, l’evento rappresenta un primo passo, da consolidare nel tempo.
Qualche riflessione: difendere il settore con occhi aperti
Il settore automobilistico attraversa una fase di metamorfosi. Tra transizione energetica, digitalizzazione, nuove forme di mobilità condivisa, l’industria deve reinventarsi. Qui entra in gioco anche il modello dell’engagement con l’utente: se il consumatore vuole essere parte del cambiamento, il marchio che lo ascolta e lo integra guadagna credibilità.
Nel contesto di OMODA & JAECOO, appare chiaro il tentativo di presidiare questo spazio: tecnologia, design, piattaforme, eventi coinvolgenti. È un segnale che l’auto “tradizionale” non è finita, ma sta evolvendo verso un sistema più complesso e partecipato.
Dal punto di vista italiano ed europeo, ritengo importante valorizzare questi segni di vitalità: non demonizzare le nuove marche o i nuovi modelli, ma valutare se apportano innovazione reale, qualità e servizio. Occorre difendere il settore con visione: sostenere la competitività, l’innovazione, la qualità, la professionalità, perché l’automobile resta un pilastro della mobilità, dell’economia e della cultura industriale.
Serve però concretezza: aggiungo alcune domande che i consumatori, i giornalisti e gli operatori dovrebbero porsi:
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Quale sarà il reale grado di partecipazione degli utenti nelle scelte di prodotto (design, funzionalità, software)?
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Come verrà garantita la rete post-vendita, l’assistenza, i ricambi per questi nuovi marchi?
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Quale sarà la varietà delle motorizzazioni in Italia (termico, ibrido, elettrico) e come si posizioneranno in termini di costi, incentivi, qualità percepita?
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In che modo gli investimenti annunciati si tradurranno in presenza industriale e occupazione locale?
Il Summit internazionale degli utenti di OMODA & JAECOO segna uno svolta nel rapporto tra marca e consumatore, spostando l’asse verso la partecipazione, la co-creazione, la trasformazione da semplice acquirente a partner. In un momento di grande cambiamento per l’automobile, questo approccio non è solo una “bella idea”, ma può diventare un elemento distintivo per un marchio che vuole affermarsi in Europa e in Italia.
È dunque un’occasione da cogliere — sia per il marchio, sia per il pubblico — affinché l’auto non diventi un bene passivo, ma un’esperienza attiva, condivisa, orientata al futuro.
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