Apre il tunnel stradale più lungo del mondo: 22 chilometri sotto le montagne della Cina

Con i suoi 22,13 chilometri attraversa i Monti Tianshan nello Xinjiang e riduce un viaggio estremo a soli 20 minuti: un nuovo record per l’ingegneria stradale globale
Apre il tunnel stradale più lungo del mondo: 22 chilometri sotto le montagne della Cina

Luca TalottaLuca Talotta

Pubblicato il 1 gennaio 2026, 16:59

Nel cuore dell’Asia centrale è stato aperto al traffico il Tianshan Shengli Tunnel, un’infrastruttura destinata a entrare nei manuali di ingegneria e a rafforzare ulteriormente il ruolo della Cina come leader mondiale nelle grandi opere. Con i suoi 22,13 chilometri, la galleria stabilisce un primato assoluto nel panorama delle infrastrutture viarie, diventando un riferimento tecnico e simbolico a livello internazionale.

L’annuncio è arrivato dall’agenzia di stampa statale Xinhua e riguarda un’opera che non è solo una sfida costruttiva, ma anche un tassello strategico nello sviluppo di una delle regioni più complesse e articolate del Paese.

Un collegamento chiave nel cuore dello Xinjiang

Il Tianshan Shengli Tunnel si trova nella Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang, e attraversa i Monti Tianshan, una catena montuosa lunga oltre 2.500 chilometri che storicamente ha rappresentato una barriera naturale tra il nord e il sud della regione.

Il tunnel fa parte dell’autostrada G0711 Urumqi–Yuli, entrata in funzione insieme alla galleria. Grazie a questa infrastruttura, il collegamento tra Urumqi, capoluogo regionale, e Korla, principale centro urbano dello Xinjiang meridionale, viene completamente ridisegnato: i tempi di percorrenza scendono da circa 7 ore a poco più di 3, mentre l’attraversamento della zona montana passa da un viaggio lungo e potenzialmente pericoloso a circa 20 minuti.

Una sfida ingegneristica senza precedenti

Ridurre il Tianshan Shengli a una semplice galleria sarebbe fuorviante. Si tratta di un’opera che ha dovuto confrontarsi con condizioni estreme: una profondità massima di oltre 1.100 metri, il passaggio attraverso 16 zone di faglia geologica, un’elevata sismicità e temperature rigidissime legate all’altitudine.

L’intero progetto autostradale misura 324,7 chilometri ed è stato completato in circa cinque anni, con un investimento complessivo di 46,7 miliardi di yuan, pari a circa 6,6 miliardi di dollari. Numeri che restituiscono la scala dell’intervento, ma che non raccontano fino in fondo la complessità tecnica affrontata durante la costruzione.

Per la realizzazione della galleria è stata utilizzata la prima fresa per roccia dura pressurizzata sviluppata in Cina, una soluzione tecnologica fondamentale per garantire stabilità strutturale e sicurezza operativa. Secondo le autorità cinesi, l’adozione di tecniche costruttive avanzate e a ridotto impatto ambientale ha consentito di accorciare i tempi di realizzazione di oltre il 25%, limitando al contempo le interferenze su un ecosistema montano particolarmente delicato.

Effetti sulla mobilità e sull’economia regionale

Dal punto di vista della mobilità, i benefici sono immediati: maggiore sicurezza, continuità dei collegamenti anche in inverno e una drastica riduzione dei tempi di percorrenza. Elementi fondamentali in un’area dove le condizioni climatiche possono rendere impraticabili i tradizionali valichi montani per lunghi periodi dell’anno.

L’impatto, però, va oltre la semplice esperienza di guida. Il nuovo asse viario rafforza l’integrazione economica tra le due macroaree dello Xinjiang, facilitando il trasporto di merci e persone e sostenendo lo sviluppo di attività produttive e commerciali. In territori vasti e complessi come questo, le infrastrutture diventano un fattore decisivo per la coesione e la crescita.

Non è la prima volta che la Cina si distingue per opere di questo tipo: ponti da record, tunnel subacquei e autostrade sospese fanno ormai parte di una strategia industriale e infrastrutturale di lungo periodo, pensata per rispondere sia alle esigenze interne sia al posizionamento globale del Paese.

Un primato che potrebbe cambiare volto

Il primato stabilito dal Tianshan Shengli Tunnel potrebbe però non essere definitivo. In Europa è in costruzione il Rogfast, in Norvegia, un collegamento sottomarino che dovrebbe entrare in funzione nel 2033. Una volta completato, raggiungerà circa 27 chilometri, diventando la galleria stradale più lunga e profonda mai realizzata, oltre a essere il tunnel sommerso più esteso al mondo.

Sul fronte ferroviario, invece, i record passeranno nei prossimi anni alle grandi opere alpine europee: la Galleria di base del Brennero e la Galleria di base del Frejus, entrambe destinate a superare i 55 chilometri di lunghezza e previste in apertura all’inizio del prossimo decennio.

Quando la strada diventa un manifesto tecnologico

Il Tianshan Shengli Tunnel rappresenta molto più di una scorciatoia sotto le montagne. È un manifesto tecnologico che racconta come la mobilità su gomma continui a giocare un ruolo centrale, anche in un contesto di transizione ecologica e ripensamento dei trasporti.

La sfida, per il settore automotive e infrastrutturale, non è arrestare le grandi opere, ma progettarle in modo più sicuro, efficiente e sostenibile. E, ancora una volta, la Cina ha scelto di dimostrarlo partendo da un’infrastruttura destinata a segnare un’epoca.

 

 

 

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