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Roma capitale delle buche: nel 2026 resta l’emergenza strade

Gianluca Guglielmotti
Pubblicato il 29 gennaio 2026, 08:48
Roma continua a detenere un primato poco invidiabile. Anche nel 2026 la Capitale si conferma, infatti, la città italiana con il più alto livello di criticità legato allo stato delle strade, nonostante un miglioramento rispetto all’anno precedente. A certificarlo è l’aggiornamento dell’Indicatore di Pericolosità Stradale elaborato da CastiglianiGomme.it, che fotografa una situazione in lieve evoluzione ma ancora lontana da standard accettabili, soprattutto se confrontata con le altre grandi aree urbane del Paese.
Buche stradali: Roma la peggiore città in Italia
Nel 2026 Roma registra un indice di pericolosità pari a 367,72 punti, in calo del 18,35% rispetto al 2025. Un miglioramento netto, ma insufficiente a farle perdere la maglia nera: il valore resta, infatti, oltre tre volte superiore a quello di Napoli e più di quattro volte rispetto a Palermo. Nessun’altra grande città presenta un livello di dissesto paragonabile. Milano segue al secondo posto con 260,75 punti, poi Genova (153,54), Firenze (140,54) e Torino (125,88). Il dato romano evidenzia come la riduzione degli incidenti non coincida automaticamente con una reale riqualificazione della rete stradale, che continua a soffrire per manutenzione discontinua, materiali inadeguati e interventi spesso emergenziali.
Problema strutturale che pesa su traffico e ambiente
Secondo l’analisi di Castigliani Gomme, la criticità non riguarda solo la sicurezza ma anche l’impatto economico e ambientale. A Roma si aprono ogni anno tra i 300 e i 600 cantieri stradali, con la movimentazione di oltre un milione di tonnellate di materiali inerti. Un flusso che genera congestione, rallentamenti, aumento delle emissioni e costi indiretti per cittadini e amministrazioni. Il quadro che emerge è quello di una gestione complessa, dove l’estensione del territorio urbano non basta a giustificare un divario così marcato rispetto alle altre città italiane.
Il confronto con le altre città italiane

Il ranking 2026 mostra un miglioramento diffuso, ma con differenze evidenti. Milano riduce il proprio indice del 19,45%, Genova del 22,35%, Torino addirittura del 23,79%. Napoli invece arretra solo del 4%, mentre Messina è l’unico centro a peggiorare, con un incremento del 5,77%. In coda alla classifica si trovano realtà come Catanzaro, Reggio Calabria e Taranto, ma con valori comunque molto più bassi rispetto alla Capitale. Un dato che rafforza l’idea di come Roma rappresenti una vera e propria anomalia strutturale nel panorama nazionale. Il calo dell’Indicatore di Pericolosità Stradale dimostra che intervenire è possibile, ma il caso romano evidenzia come non bastino interventi spot: sono necessati programmi di manutenzione continui, materiali più durevoli e una pianificazione capace di ridurre l’impatto dei cantieri sulla mobilità quotidiana.
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