Targhe storiche auto pre-1952, al via le repliche originali

 

Nuove targhe storiche fedeli a forma, colori e materiali d’epoca per le auto costruite prima del 1952: cosa cambia per collezionisti e circolazione

Targhe storiche auto pre-1952, al via le repliche originali
© ASI

Luca TalottaLuca Talotta

Pubblicato il 16 febbraio 2026, 08:24

Le targhe storiche per auto pre-1952 diventano finalmente realtà anche per i veicoli più datati. Una novità attesa da anni da collezionisti e appassionati di motorismo storico, che potranno dotare le proprie vetture di una targa nuova ma fedele all’originale, riprodotta nel rispetto di forma, colori, materiali e stile dell’epoca.

Si tratta di un passaggio che va ben oltre l’estetica. Per chi custodisce e restaura una vettura di 75, 80 o persino 100 anni, ogni dettaglio conta. E la targa – spesso elemento visivamente dominante – rappresenta una parte integrante dell’identità del veicolo. Vedere una targa bianca moderna su una Alfa Romeo 6C degli anni Trenta ha sempre rappresentato una forzatura per chi crede nella tutela dell’autenticità storica.

Targhe storiche auto: cosa prevede la nuova circolare

La svolta arriva con l’adozione della circolare n. 33941 del 20 novembre 2025, che disciplina e semplifica l’assegnazione delle targhe storiche anche per i veicoli costruiti prima del 1952. Fino a ora, proprio per le auto più antiche, l’iter risultava complesso e spesso poco chiaro.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, insieme alla Direzione Generale per la Motorizzazione, all’ACI, al Ministero dell’Economia e delle Finanze e all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, ha annunciato l’avvio della produzione delle nuove targhe storiche. Fondamentale anche la collaborazione degli enti certificatori come l’ASI, la FMI e i Registri Storici Alfa Romeo, Fiat e Lancia.

La novità più rilevante riguarda la semplificazione procedurale: la normativa aggiornata consente di presentare la richiesta di immatricolazione dopo la realizzazione materiale della nuova targa. In questo modo si evita il fermo temporaneo del veicolo in attesa dell’assegnazione definitiva, permettendo la circolazione fino alla produzione della replica storica.

Un passaggio tecnico che però ha un impatto concreto su chi utilizza l’auto d’epoca per raduni, manifestazioni o semplicemente per mantenerla attiva e funzionante.

Un patrimonio culturale da proteggere

Le dichiarazioni ufficiali sottolineano l’importanza culturale dell’operazione. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha commentato: «Sono orgoglioso di aver accompagnato questo percorso. Sapere che alcune migliaia di italiani possono impreziosire il proprio mezzo, portandolo in giro per l’Italia e per il mondo, è qualcosa che mi riempie di gioia, perché non rappresenta solo il passato, ma anche un presente e un futuro, che fa grande e bella l’Italia».

Dal canto suo, il presidente dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Perrone, ha evidenziato: «Ci impegniamo a tutelare anche l’incredibile patrimonio culturale del motorismo storico italiano. L’Ente si conferma uno dei primi al mondo a realizzare questo tipo di repliche conformi agli originali, certificate in fede pubblica».

Parole che ribadiscono un concetto chiave: il motorismo storico non è solo passione privata, ma rappresenta un segmento identitario dell’industria e della cultura italiana. Dalle grandi sportive anteguerra alle utilitarie che hanno motorizzato il Paese, ogni modello racconta una fase dell’evoluzione tecnica e sociale.

Anche il presidente dell’ASI, Alberto Scuro, ha sottolineato come questa evoluzione normativa vada incontro alle esigenze degli appassionati e si inserisca in una più ampia strategia di valorizzazione, che guarda anche alla candidatura Unesco per modelli simbolo come la Fiat 500 e la Vespa.

Auto d’epoca e autenticità: un equilibrio delicato

La questione delle targhe storiche tocca un tema centrale nel mondo delle auto d’epoca: l’autenticità. Nel restauro conservativo, l’obiettivo è mantenere quanto più possibile le caratteristiche originarie del veicolo, intervenendo solo dove necessario.

In questo contesto, la possibilità di installare una targa storica fedele all’originale rappresenta un tassello fondamentale. Non si tratta di un vezzo estetico, ma di coerenza storica. Le targhe italiane ante-1952 avevano formati, caratteri tipografici e combinazioni cromatiche completamente differenti rispetto agli standard attuali. Riprodurle correttamente significa restituire al veicolo la sua identità visiva.

Per il settore automotive, spesso sotto pressione per normative ambientali e restrizioni alla circolazione, questa misura assume anche un valore simbolico. Riconosce ufficialmente il ruolo delle vetture storiche come beni culturali mobili, distinguendole dall’auto come semplice mezzo di trasporto.

Naturalmente, il tema della circolazione delle auto storiche resta legato alle normative locali e alle limitazioni ambientali. Ma iniziative come questa dimostrano che è possibile trovare un equilibrio tra tutela ambientale e valorizzazione del patrimonio.

Una misura che guarda anche al futuro

La produzione delle nuove targhe storiche per auto pre-1952 non riguarda grandi numeri in termini assoluti, ma interessa una platea qualificata e appassionata. Collezionisti, restauratori, club di marca e organizzatori di eventi potranno contare su uno strumento in più per mantenere elevati standard di qualità.

Il fatto che l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato sia tra i primi enti al mondo a realizzare repliche certificate in fede pubblica rafforza anche l’immagine dell’Italia come Paese capace di proteggere e promuovere la propria storia industriale.

In un’epoca in cui l’automobile sta vivendo una trasformazione profonda tra elettrificazione, digitalizzazione e nuovi modelli di mobilità, ricordare e preservare le radici diventa un atto di equilibrio. Le targhe storiche auto pre-1952 sono un dettaglio solo in apparenza marginale, ma rappresentano un segnale chiaro: il passato dell’automotive italiano merita rispetto, tutela e strumenti adeguati per continuare a vivere sulle strade.

Chi possiede una vettura anteguerra o dei primi anni Cinquanta sa bene che ogni componente racconta una storia. Ora, anche la targa potrà tornare a farlo nel modo più autentico possibile.

 

 

 

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

Stellantis torna a offrire modelli diesel: i lati positivi e a chi conviene sceglierlo

Il Gruppo riporta a listino il diesel, motore apprezzato da un target ampio di automobilisti. Saranno almeno 7 i modelli nuovamente disponibili con motore a gasolio

Passaggio di proprietà auto, cosa cambia davvero

Autentica della firma, Documento Unico e costi tra quota fissa e Ipt: guida completa al passaggio di proprietà auto e alle regole da conoscere per evitare sanzioni