Auto a idrogeno: per ora siamo quasi a zero, ma il futuro...

Il mercato italiano ha fatto segnare una sola immatricolazione a gennaio 2026. Il PNRR per 38 nuove stazioni e le ricerche delle Case tengono aperta la porta
Auto a idrogeno: per ora siamo quasi a zero, ma il futuro...

Francesco ForniFrancesco Forni

Pubblicato il 20 febbraio 2026, 11:22

Auto a idrogeno, quale futuro? Nel mese di gennaio c'è stata una sola vettura immatricolata alimentata con quello che è l'elemento più diffuso nell'universo.

C'è poco da festeggiare: la statistica certifica il passaggio dallo zero assoluto del 2025 al timido movimento registrato durante l'anno corrente. L'unico contratto di vendita riguarda una Hyundai Nexo, modello capace di percorrere 800 chilometri con un pieno di idrogeno. Lo scenario testimonia la fase embrionale di una tecnologia al momento incapace di trovare sbocchi commerciali concreti.

Infrastruttura e punti di rifornimento

La scarsità di esemplari deriva dall'assenza di una rete di distribuzione idonea a sostenere lo sviluppo della mobilità molecolare. Al momento, i pochi interessati all'acquisto dispongono di sole 3 stazioni attive, collocate presso i comuni di Bolzano, Venezia e Carugate.

Questa situazione porta grandi difficoltà ai pochi che hanno scelto un'auto a idrogeno, impedendogli di muoversi come vorrebbero.

Il piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) prevede la costruzione di 38 nuovi impianti entro il termine del 2026 per veicoli leggeri e pesanti. Ma la chiusura degli impianti Shell in California conferma le difficoltà globali legate al mondo dei veicoli a idrogeno e alle sue infrastrutture di ricarica.

Le scelte dei produttori e le prospettive

Il listino nazionale propone la Toyota Mirai e il crossover coreano quali unici oggetti del desiderio per i pionieri della trazione fuel cell.

Non tutto è perduto. L'industria dei trasporti sta focalizzando il suo interesse sui mezzi pesanti, come autobus e camion. In effetti, il tempo di rifornimento di 5 minuti garantisce un vantaggio rispetto alle auto elettriche, vincolate a soste prolungate presso le colonnine.

BMW ha confermato il lancio della sua prima vettura a idrogeno di serie per il 2028. Attualmente, la BMW iX5 Hydrogen, dotata di celle a combustibile sviluppate con Toyota, è in fase di test in una flotta pilota. Questa tecnologia offre rifornimenti rapidi (3-4 minuti) e zero emissioni allo scarico, con un'autonomia di circa 500 km WLTP.

Il futuro delle auto a idrogeno

Le Case mantengono viva la ricerca, intenzionate ad anticipare i cambiamenti del mercato globale. Le emissioni nulle allo scarico, infatti, rimangono un punto a favore dei gruppi industriali impegnati nella tutela del clima e dell'ambiente. Buona anche l'affidabilità dei sistemi, che riceve conferme dai test stradali.

Tuttavia, la quota di mercato nulla delle auto a idrogeno riflette la necessità di una riforma strutturale, capace di abbattere i costi di gestione elevati. In sostanza, si attende l'apertura dei cantieri per i nuovi distributori di energia pulita. Molto passerà anche dall'adeguamento dei prezzi, che si dovrebbero stabilizzare intorno alla soglia dei 40.000 euro.

Toyota sta testando motori a combustione interna alimentati a idrogeno (non fuel cell) su prototipi sportivi come la GR Yaris H2 e la Corolla, mirati a ridurre le emissioni quasi a zero. Questi propulsori utilizzano l'idrogeno come combustibile, mantenendo il sound e la sensazione di guida di un motore termico tradizionale.

Diversi manager si sono posti l'obiettivo di raggiungere la neutralità tecnologica, spingendo per la convivenza di più soluzioni energetiche. L'idrogeno resta nel mazzo delle opzioni.

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