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Nuovo viadotto Ribuio: traffico più fluido sull’A1

Luca Talotta
Pubblicato il 24 febbraio 2026, 18:20
L’A1 Autostrada del Sole compie un nuovo passo nel piano di potenziamento infrastrutturale tra Incisa e Firenze Sud. Con l’apertura al traffico del viadotto Ribuio, nel tratto compreso tra il km 311+000 e il km 313+000, prende forma una delle opere chiave dell’ampliamento alla terza corsia, intervento strategico per migliorare la fluidità della circolazione e la sicurezza lungo uno degli assi viari più trafficati d’Italia.
L’attivazione della nuova infrastruttura rappresenta molto più di un semplice cambio di tracciato: segna l’avvio di una fase cruciale del progetto, perché consente di spostare progressivamente i flussi veicolari sul nuovo asse e di liberare il tracciato storico, che potrà così essere oggetto di interventi di riqualificazione strutturale.
Viadotto Ribuio e ampliamento A1
Il viadotto Ribuio si inserisce nel più ampio programma di ampliamento dell’Autosole tra Incisa e Firenze Sud, che interessa complessivamente 17,5 chilometri. L’opera, lunga circa 150 metri, è una struttura mista in acciaio e calcestruzzo, articolata su due carreggiate separate, ciascuna composta da due corsie. La soluzione tecnica adottata, con fondazioni profonde e pile cilindriche ad alta capacità portante, risponde agli standard più avanzati in termini di resistenza strutturale e durabilità.
Il nuovo viadotto si affianca ad altre opere fondamentali del progetto, come il viadotto Massone e la galleria naturale San Donato, contribuendo a ridisegnare un tratto di A1 storicamente delicato per intensità di traffico e conformazione del territorio.
L’intervento si sviluppa in due fasi: un primo tratto di circa 6 chilometri è già stato completato e aperto al traffico, mentre sono in corso i lavori sul restante segmento di circa 12,5 chilometri, dove è prevista la realizzazione della terza corsia.
Nuovi flussi tra Incisa e Firenze Sud
L’apertura del viadotto Ribuio comporta una rimodulazione graduale della viabilità. In una prima fase, il traffico in direzione Nord viene trasferito su una delle nuove carreggiate a due corsie, mentre i veicoli diretti verso Sud continuano a utilizzare il tracciato storico dell’A1. Successivamente, anche il traffico verso Sud viene spostato sul nuovo viadotto, che arriva così a ospitare entrambi i flussi su due corsie per senso di marcia.
Per consentire il collegamento tra il tratto in variante e la viabilità esistente sono stati programmati interventi concentrati in due fine settimana, scelti in base ai volumi di traffico generalmente più contenuti rispetto ai giorni feriali. Le chiusure totali sono limitate alle sole fasce notturne tra sabato e domenica, mentre durante il giorno è garantita la circolazione con una corsia per senso di marcia.
Nel corso delle operazioni, sono stati potenziati i servizi di monitoraggio del traffico e di assistenza agli utenti, con pattugliamenti aggiuntivi, presidi operativi attivi 24 ore su 24 e mezzi di soccorso meccanico dedicati. Un approccio che conferma come, accanto alla realizzazione delle infrastrutture, resti centrale la gestione della sicurezza e dell’informazione agli automobilisti.
Un’infrastruttura strategica per l’Autosole
L’Autosole non è solo un collegamento tra Nord e Sud: è un’infrastruttura simbolo dello sviluppo economico italiano, capace di sostenere quotidianamente spostamenti pendolari, traffico commerciale e flussi turistici. Interventi come quello del viadotto Ribuio devono essere letti in questa prospettiva: non semplici cantieri, ma investimenti strutturali destinati a migliorare l’efficienza della rete.
In un momento storico in cui il dibattito pubblico si concentra spesso sulle criticità della mobilità su gomma, è necessario mantenere uno sguardo equilibrato. L’automobile e il trasporto stradale restano una componente fondamentale del sistema logistico e produttivo del Paese. Migliorare la qualità delle infrastrutture significa ridurre tempi di percorrenza, contenere i consumi legati alle code e aumentare gli standard di sicurezza.
La scelta di concentrare le lavorazioni nei fine settimana e nelle ore notturne, limitando l’impatto sui pendolari, testimonia una pianificazione attenta ai flussi reali di traffico. Inoltre, lo spostamento dei veicoli sul nuovo tracciato consente di intervenire in modo più efficace sul percorso originario, senza sovrapposizioni critiche tra cantieri e circolazione ordinaria.
Guardando al quadro complessivo, il potenziamento della A1 tra Incisa e Firenze Sud si inserisce in un percorso di ammodernamento più ampio della rete autostradale italiana, chiamata a rispondere a nuove esigenze di mobilità, a standard ambientali più stringenti e a un traffico in continua evoluzione.
La messa in esercizio del viadotto Ribuio non è quindi un punto di arrivo, ma una tappa significativa di un progetto che ira a rendere l’Autosole più moderna, resiliente e capace di sostenere lo sviluppo del territorio. Per gli automobilisti, significa contare su un tracciato progressivamente più fluido; per il sistema Paese, su un’infrastruttura all’altezza delle sfide future.
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