La prossima auto degli italiani? Voglia di ibride e spesa sotto i 30 mila euro

C'è voglia elettrificazione ma la realtà economica obbliga ai conti in tasca. La nazionalità del brand è irrilevante per quasi la metà di chi pensa all'acquisto
La prossima auto degli italiani? Voglia di ibride e spesa sotto i 30 mila euro

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 17 marzo 2026, 10:16

La prossima auto? La vorrei ibrida o elettrica. Molto più probabilmente sarà benzina. L’annuale Global Automotive Consumer Study di Deloitte fa una fotografia alle intenzioni d’acquisto degli automobilisti e il quadro che ne emerge tra il pubblico italiano è improntato al realismo. Quello dell’incertezza economica, del caro carburanti e in generale il timore di un aumento dell’inflazione, che incidono sulle possibilità d’acquisto.

Rispetto a un anno fa, la quota di chi è interessato ad acquistare un’auto, benzina o diesel, è aumentata del 2%. Per un intervistato su tre, invece, un ruolo determinante nel trasformare l’interesse in acquisto reale lo avrà la presenza o meno di incentivi pubblici.

Piace l'ibrido, l'elettrico visto con occhi diversi

Il campione audito da Deloitte per stilare lo studio globale è di 28 mila intervistati, in 27 Paesi in tutto il mondo. Nei desideri degli automobilisti italiani, il 54% vorrebbe un’auto ibrida o elettrica e tra quanti sceglierebbero un’elettrica, il 36% lo farebbe perché convinto di spendere meno in carburante; un altro 36% acquisterebbe un’elettrica per preoccupazioni legate all’ambiente. Entrambi i valori sono in calo rispetto a un anno fa, rispettivamente del 15% e del 13%, segno di una sorta di disillusione tanto sul fattore risparmio che sulla possibilità di impattare in modo significativo con la scelta della propria auto sulla tutela dell’ambiente. Tra quanti sceglierebbero un’auto elettrica, la modalità di ricarica preferita dal 55% è quella domestica, ma ben il 54% non ha la possibilità di creare un’infrastruttura. Solo il 34% ha una colonnina a casa. Resta marginale la scelta di ricarica in azienda, solo per il 13%, mentre il 32% ha dichiarato di scegliere la ricarica su rete pubblica.

 

 

Il punto di fondo, tuttavia, resta l’accessibilità finanziaria dell’acquisto di un’auto. “Le incertezze dello scenario economico e le pressioni inflazionistiche spingono gli italiani a considerare modelli diesel e benzina, che tendenzialmente sono meno cari, oppure ad acquistare modelli più economici di produttori extra-europei; una dinamica che rischia di amplificare ulteriormente le difficoltà delle case automobilistiche europee impegnate nella transizione elettrica”, sottolinea Franco Orsogna, Partner e Automotive Sector Leader di Deloitte Central Mediterranean.

Il budget di spesa, l'usato e il nuovo

Per l’8% degli italiani intervistati, l’intenzione di spesa per la prossima auto è inferiore ai 10 mila euro. Un dettaglio che porta dritti al mercato dell’usato. Il larga misura anche una fetta del 17% che dichiara di essere intenzionato a spendere tra i 10 e i 15 mila euro per la prossima vettura troverà risposta nel mondo dell'usato.

 

 

La porzione più rilevante, il 37% degli intervistati, ha dichiarato l’intenzione di spendere tra 15 e 30 mila euro, fascia di mercato che copre le citycar nuove, le utilitarie e alcuni B-suv; seguiti da un solido 23% che indica nella fascia di prezzo 30-50 mila euro la propria intenzione di spesa futura.

La nazionalità del brand è irrilevante per molti

Lo spaccato del report Deloitte dice di un pubblico poco affezionato a un determinato brand, considerato il 60% di automobilisti che guida un modello di una casa diversa rispetto alla precedente auto. È debole tra gli italiani anche l’affinità con la casa nazionale, nella quale si rivede solo il 22% degli intervistati. In Germania l’affinità del pubblico con i brand nazionali è del 41%, in Francia del 37%.

La nazionalità del brand è indifferente per oltre la metà (55%) degli automobilisti over-55 anni, mentre il 35% degli automobilisti tra i 18 e 35 anni e tra i 35 e 55 anni, preferisce modelli di costruttori stranieri. In generale, il 48% degli intervistati considera irrilevante la nazionalità della casa automobilistica del proprio futuro modello.

Una visita in concessionaria è una sana abitudine

Resta forte l’abitudine all’acquisto in concessionaria, Sun passaggio preferito dal 60% degli intervistati, sebbene cresca la quota (45%) di chi si è detto intenzionato ad acquistare la prossima auto online.

Prodotto e non solo. Sul tema dei servizi accessori, il 41% degli automobilisti è interessato a sottoscrivere un’assicurazione direttamente in fase d’acquisto dell’auto, una soluzione percepita come più vantaggiosa. Il 67% degli intervistati è disposto a pagare per dei servizi antifurto, il 63% per servizi di assistenza in caso d’emergenza. Sull’intelligenza artificiale e i servizi collegati, il 40% si è dichiarato interessato.

 

 

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