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Rolls-Royce abbandona l'elettrico entro il 2030: il V12 non si tocca

Luca Talotta
Pubblicato il 20 marzo 2026, 13:09
"Per ogni cliente che ama l'elettrico, ce n'è uno che non lo vuole"
Con questa frase — diretta, quasi provocatoria per un CEO di una casa del lusso — Brownridge ha riassunto una filosofia che mette al centro la sovranità del cliente. E quando il cliente spende tra i 300.000 e i 500.000 euro per un'automobile, il produttore tende ad ascoltarlo.
Il CEO ha sottolineato come il marchio intenda continuare a "costruire ciò che il cliente richiede", un approccio che di fatto trasforma la strategia di prodotto in una risposta alla domanda reale piuttosto che a obiettivi ideologici. In questo senso, il V12 — protagonista indiscusso della Ghost, della Phantom e della Cullinan — non è percepito come un retaggio del passato da superare, ma come il cuore pulsante dell'esperienza Rolls-Royce: fluidità, silenzio e potenza morbida, caratteristiche che secondo il management il motore elettrico può eguagliare ma non sostituire nell'immaginario del cliente tradizionale.
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