Ferrari Luce sfrutta i segreti della NASA per rendere la guida più piacevole

La prima elettrica di Maranello usa dati della National Aeronautics and Space Administration per uno scatto che non provochi malessere
Ferrari Luce sfrutta i segreti della NASA per rendere la guida più piacevole

Francesco ForniFrancesco Forni

Pubblicato il 23 marzo 2026, 14:59

L'era delle batterie a Maranello debutta con una sfida che sposta i confini della dinamica oltre la semplice potenza dei motori elettrici. La Ferrari Luce mette sul piatto oltre 1.000 cavalli generati da quattro unità indipendenti, ma la vera rivoluzione risiede nella gestione estremamente precisa e votata al piacere della coppia motrice.

Gli ingegneri della Casa emiliana hanno lavorato a stretto contatto con i dati forniti dalla NASA per mappare i limiti biologici del sistema nervoso umano. "L'accelerazione lineare disturba il nostro cervello", ha dichiarato Benedetto Vigna, CEO di Ferrari in un'intervista da Autocar India, evidenziando come una spinta troppo costante possa generare fastidiosi sensi di nausea o disorientamento.

La collaborazione "spaziale" permetterà di calibrare la curva di erogazione affinché il piacere di guida rimanga intatto anche durante le progressioni più violente su strada. In questo modo si potrà evitare quel disagio tipico delle partenze fulminee che spesso caratterizza i veicoli a elettroni privi di una modulazione meccanica o software raffinata. Ferrari punta a trasformare la scarica elettrica in un'esperienza organica che rispetti la fisiologia dei passeggeri senza sacrificare le prestazioni.

Algoritmi spaziali per una spinta umana

L’integrazione dei parametri aerospaziali serve a individuare la soglia di tolleranza oltre la quale l’intensità delle forze G smette di essere divertente per diventare fastidiosa.

La Luce non cerca il record sul giro secco, ma predilige la natura di granturismo capace di coprire 500 chilometri con una singola ricarica energetica. La tecnologia attuale delle batterie limita ancora l'efficacia dei mezzi elettrici dentro i circuiti durante sessioni di utilizzo intenso, portando il Marchio a focalizzarsi sul comfort.

Ogni singola variazione di velocità subisce un filtraggio digitale che imita la progressione dei propulsori termici, eliminando quella sensazione di vuoto che colpisce lo stomaco. La Casa di Maranello scommette sulla capacità di suscitare brividi attraverso la fusione tra scienza del movimento e cura artigianale delle finiture interne del veicolo. I dati della NASA fungono da bussola per navigare nel territorio inesplorato della mobilità elettrica ad alte prestazioni, garantendo una guida gratificante e sicura.

Sonorità autentiche senza trucchi digitali

Un altro pilastro della Luce riguarda l'identità sonora, che rifiuta qualsiasi tipo di riproduzione artificiale o sintetizzatore di frequenze passate. Ferrari ha depositato brevetti per isolare e amplificare le tonalità prodotte naturalmente dalla rotazione degli organi presenti nel sistema propulsivo. "Un motore elettrico emette rumore, esistono frequenze basse e modi di amplificare i suoni in maniera autentica", ha sottolineato Vigna per spiegare la strategia acustica.

L'obiettivo consiste nell'allontanare il sibilo sgradevole tipico degli elettrodomestici, privilegiando invece un suono che il fenomeno della circolazione irregolare originale che evita imitazioni nostalgiche del passato, mantenendo la tradizione di autenticità che definisce ogni vettura col Cavallino.

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