Le nuove “furbate” cinesi: fabbriche europee nel mirino

Da Nissan–Chery a Stellantis–Dongfeng: i costruttori cinesi puntano sugli impianti europei per produrre localmente e aggirare i dazi
Le nuove “furbate” cinesi: fabbriche europee nel mirino
© Ufficio stampa Chery

Luca TalottaLuca Talotta

Pubblicato il 16 aprile 2026, 14:45

Aggirare i dazi: strategia o necessità?

Il tema centrale è uno: produrre in Europa consente ai marchi cinesi di aggirare i dazi sulle auto importate, sempre più al centro del dibattito politico ed economico. 

L’Unione Europea ha infatti introdotto misure per contrastare la concorrenza ritenuta “sleale” dei veicoli elettrici cinesi, accusati di beneficiare di forti sussidi statali.

Produrre direttamente nel Vecchio Continente permette di evitare queste barriere, ridurre i costi logistici e presentarsi come attori “locali”. Una mossa che qualcuno definisce strategica, altri più polemicamente una “furbata”.

Ma la realtà è più complessa: si tratta di una risposta industriale a regole di mercato sempre più rigide e a una competizione globale che non lascia spazio a rigidità ideologiche.

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