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Le nuove “furbate” cinesi: fabbriche europee nel mirino

Luca Talotta
Pubblicato il 16 aprile 2026, 14:45
Tra opportunità e rischi per l’Europa
L’arrivo dei costruttori cinesi nelle fabbriche europee può essere letto in due modi.
Da un lato, rappresenta una boccata d’ossigeno per impianti in difficoltà, salvaguardando posti di lavoro e mantenendo attiva la produzione. Nel caso di Sunderland, parliamo di circa 6.000 lavoratori e di uno degli stabilimenti simbolo dell’industria britannica.
Dall’altro lato, però, c’è il rischio di una progressiva perdita di controllo industriale, con marchi europei e giapponesi che diventano sempre più dipendenti da partnership esterne.
Il vero nodo è capire se queste collaborazioni saranno equilibrate o se segneranno un passaggio di potere nel settore automotive globale.
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