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Nuovo Codice della strada: cosa cambia per chi guida

Luca Talotta
Pubblicato il 28 aprile 2026, 12:35
Alcol, droghe e alcolock
Altro capitolo centrale è quello della guida dopo aver assunto alcol o sostanze stupefacenti. Per l’alcol restano i limiti già noti, ma aumentano le conseguenze per chi viene sanzionato nei casi più gravi. Una delle novità più rilevanti è l’alcolock, il dispositivo che impedisce l’avvio del veicolo se il conducente ha assunto alcol. Il Governo ha indicato l’obbligo di installazione per chi è sottoposto a specifiche limitazioni della patente dopo violazioni legate all’abuso di alcol alla guida.
Per i conducenti condannati con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l, la patente può essere associata a codici specifici che impongono lo “zero alcol” e l’utilizzo di veicoli dotati di alcolock, secondo quanto previsto dai decreti attuativi.
Sulle droghe, la riforma ha introdotto una linea ancora più rigida: non è più necessario dimostrare uno stato di alterazione psicofisica nel momento della guida, ma diventa centrale l’esito positivo ai test previsti. È uno dei passaggi più discussi della riforma, perché apre il tema della proporzione tra controllo, sicurezza e certezza dell’accertamento. Anche qui, però, il messaggio politico e normativo è evidente: chi guida deve essere nelle condizioni di farlo in modo pienamente responsabile.
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