Carabinieri e Alfa Romeo, un libro celebra 75 anni di storia al servizio della Repubblica

Pubblicato il 5 maggio 2026, 16:46
Dove ci sono i Carabinieri e l’Alfa Romeo, c’è l’Italia. Un binomio che da 75 anni rappresenta la presenza dello Stato, irradiando protezione.
Al Museo del Biscione di Arese è stato presentato il libro "Carabinieri e Alfa Romeo – al servizio del Paese" di Danilo Moriero e Lorenzo Ardizio, Giunti Editore, prezzo di 50 euro, che racconta il cammino comune tra il Biscione milanese e l'Arma.
Un percorso emozionale, che è nei ricordi di tutti gli italiani. E non solo.
Salvatore Luongo, Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, ha detto: “Tra l’Arma e Alfa Romeo, il sodalizio nasce da un percorso di storie e valori condivisi fatto insieme. Un connubio perfetto: la mia memoria va a una Gazzella con la radio che sfreccia all’alba. Le pattuglie dei Carabinieri su Alfa Romeo sono una certezza. Anche gli stranieri a Roma davanti al Vaticano mi chiedevano “Dov’è l’Alfa Romeo dei Carabinieri?”. Per me è una storia personale, ho visto le Alfa sin da piccolo. Le Alfa Romeo e l’Arma sono al servizio dell’Italia”.
La storia della Repubblica Italiana trova un riflesso preciso nei mezzi in dotazione per la tutela della intera popolazione residente. Ogni singola automobile consegnata ai reparti operativi costituisce un segno concreto della vicinanza dello Stato alla collettività dei cittadini.
Le origini, dalla Matta e boom economico
La cooperazione tra le due istituzioni inizia con la 1900 M Matta concepita per le necessità della ricostruzione civile. Tale mezzo robusto ed essenziale rappresenta il primo passo verso la creazione del mito della Gazzella del Nucleo Radiomobile.
La Giulia Super del 1963 diventa la icona del pronto intervento unendo la eleganza alla velocità delle prestazioni su strada.
Lorenzo Ardizio, Curatore del Museo Alfa Romeo e del Centro Documentazione, afferma: “Nel 2020 abbiamo aperto la mostra con le Alfa Romeo in divisa e ha completato il museo. Un rapporto molto profondo”. Il racconto segue la evoluzione sociale del Paese attraverso cinque capitoli ricchi di testimonianze e di fotografie originali.
Il volume risveglia il ricordo di una nazione in crescita la quale affida la propria protezione a motori d'avanguardia. La immagine del carabiniere a bordo della vettura milanese entra a far parte della cultura popolare e della identità nazionale. Ogni intervento stradale diventa un Simbolo di efficienza tecnica unita ad una dedizione assoluta verso il bene comune.
Blindatura anni di piombo e sfida antistato
Il periodo dei conflitti interni richiede lo impiego della Alfetta 2.0 Protetta dotata di una corazza speciale per le scorte. La sfida contro la criminalità organizzata vede protagoniste la Alfa 90 del 1987 e la Alfa 75 del 1992. Tale presenza visibile sul territorio nazionale trasmette un messaggio di fermezza e di Fiducia verso le leggi vigenti.
Santo Ficili, mministratore Delegato (CEO) di Alfa Romeo e Maserati ha detto: “Alfa Romeo è parte della memoria collettiva del nostro Paese, così come lo sono i Carabinieri. Due simboli diversi, ma uniti da una storia fatta di passione, disciplina, dedizione e velocità al servizio del bene comune. Dai primi anni del secondo dopoguerra ad oggi, le nostre vetture accompagnano le donne e gli uomini dell'Arma nelle loro missioni quotidiane, diventando vere e proprie icone della cultura automobilistica e istituzionale italiana. Questo volume rende omaggio a una lunga alleanza fatta di fiducia e rispetto reciproco: un tributo a tutti coloro che, nel silenzio delle strade o nei momenti più concitati, hanno guidato un'Alfa Romeo con fierezza e responsabilità”.
Il binomio tra la passione motoristica e la disciplina garantisce una marcia costante verso la evoluzione del settore.
I mezzi blindati offrono una protezione vitale durante le stagioni più difficili della storia democratica della intera nazione. La velocità dei soccorsi e la stabilità delle traiettorie rappresentano la cifra stilistica di una cooperazione che non conosce soste.
Verso il futuro
Il sodalizio prosegue con modelli recenti di successo quali la 156 del 1999 e la 159 del 2006. La gamma attuale schiera la Tonale, Giulia e la Stelvio per garantire la Sicurezza e la efficacia degli interventi.
Ardizio aggiunge: “Il Museo è composto da tre sezioni, Storia, Bellezza e Velocità. Ma la caratteristica di Alfa Romeo è sempre stata quella di affrontare i cambiamenti alla sua maniera”.
Il nuovo Logo commemorativo integra il la fiamma dei Carabinieri per celebrare la unione dei valori.
Le pattuglie in divisa blu portano lo orgoglio della meccanica italiana in ogni angolo delle piazze e delle città. Il coraggio dei militari unito alla potenza dei cavalli vapore definisce la essenza della Italianità nel mondo globale.
L'eredità dei citati 75 anni rappresenta il patrimonio sopra il quale costruire le sfide tecnologiche della mobilità futura. Concetti che spiccano nella sagoma della Giulia Quadrifoglio tre sono in dotazione all’Arma, la prosecuzione di una leggenda nata tra la polvere del dopoguerra.
Ogni chilometro percorso sotto la fiamma dei Carabinieri onora la nobiltà di una missione rivolta alla protezione della società.
Ma non è finita. Tutt’altro, con Ficili che precisa: “Sviluppiamo le macchine che formiamo all’Arma sulle esigenze dei Carabinieri. A Torino c’è una struttura per questo, la scorsa settimana abbiamo realizzato una vettura con protezione speciale. Continueremo a farlo, per integrare al meglio la parte meccanica con quella elettronica. Siamo al lavoro sui prossimi modelli che arriveranno tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028”.
Un chiaro riferimento alle future generazioni di Giulia e Stelvio.
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