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Auto sempre più care e futuro elettrico in ritardo: la mobilità italiana ha perso la strada

Luca Talotta
Pubblicato il 5 maggio 2026, 17:13 (Aggiornato il 6 mag 2026 alle 10:14)
Cosa serve davvero per rimettere il settore in carreggiata
La ricerca non si limita alla diagnosi: individua anche la terapia. "Rimettere il cliente al volante" è la formula scelta da Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company e responsabile italiano automotive, per indicare la direzione necessaria: ripensare prodotti, prezzi, canali e politiche industriali a partire da come le persone si muovono realmente, da quanto guadagnano e da cosa si aspettano dall'esperienza d'acquisto.
Una transizione energetica "meno ideologica e più pragmatica", nelle parole dello studio, che non ignori il vincolo del reddito e non penalizzi chi non può permettersi un'auto elettrica da 35.000 euro. E un sistema di mobilità alternativa che smetta di inseguire la narrazione e inizi a risolvere problemi concreti.
Il Presidente ANIASA Italo Folonari indica nel noleggio veicoli uno strumento chiave in questo scenario: una modalità che consente a cittadini e imprese di accedere a soluzioni di mobilità aggiornate senza sostenere i rischi e i costi della proprietà, accelerando allo stesso tempo il ricambio del parco circolante.
Il futuro della mobilità esiste. Ma non sarà quello raccontato nei rendering delle smart city. Sarà molto più simile a quello che gli italiani — pragmatici come sempre — stanno già chiedendo.
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