Stellantis, l'Italia non si tocca. E rilancia su Alfa Romeo con la nuova Giulietta

Emanuele Cappellano, responsabile per l’Europa del Gruppo italo-francese ha affrontato alcuni dei temi più caldi del a nuova strategia, partendo dal futuro di Alfa Romeo
Stellantis, l'Italia non si tocca. E rilancia su Alfa Romeo con la nuova Giulietta

Pietro CardonePietro Cardone

Pubblicato il 29 maggio 2026, 18:40

A pochi giorni dalla presentazione del nuovo piano industriale, Stellantis torna a parlare di strategia e attraverso le parole di Emanuele Cappellano, Responsabile per l’Europa del gruppo italo-francese chiarisce alcune mosse chiave che traghetteranno i vari brand da qui fino al 2030, ponendo l’accento a quelle che saranno le attività nel Vecchio Continente e, nello specifico, in Italia. 

Cominciamo da uno dei temi che più hanno fatto discutere in questi ultimi giorni, ovvero i prossimi sviluppi di Alfa Romeo. “Giulia e Stelvio, per il momento, andranno in continuità - spiega Cappellano -. Le attuali generazioni verranno progressivamente sviluppate e aggiornate”.

Questo significa che, almeno per ora, non arriveranno le (tanto attese) eredi dei due modelli più grandi del Biscione. “Detto questo, nei prossimi anni - prosegue Cappellano - l’attenzione si concentrerà sul ritorno di Alfa Romeo nel Segmento C. Uno dei più rappresentativi nella storia del marchio”.

Futuro roseo per Alfa Romeo

Nello specifico, saranno due i modelli ad entrare in gamma: il primo, presumibilmente un crossover, che verrà sviluppato sulle piattaforma STLA Medium e verrà prodotto a Melfi; un secondo, sulla base della nuova piattaforma STLA One, che potrebbe andare a raccogliere concettualmente l’eredità di modelli come 147 e Giulietta.

A proposito della STLA One appena annunciata, questa farà da base soprattutto a modelli di Segmento B e C, ma all’occorrenza potrà essere utilizzata anche per vetture di Segmento D dalle dimensioni un po' più contenute rispetto alla media di categoria. Un po’ come avviene per Peugeot 3008 e 5008, per intenderci. Buone notizie anche per i clienti più sportivi (e abbienti). Allo studio, infatti, ci sarebbe un nuovo modello speciale, sulla falsa riga di quanto fatto con la 33 Stradale.

Il ritorno delle citycar

Rimanendo sulla strategia di prodotto, uno dei pilastri del piano industriale, Cappellano ha poi chiarito il ruolo delle E-Car. Si tratta di modelli di piccole dimensioni alimentati da powertrain elettrici, sviluppati su una piattaforma dedicata. “Con le E-Car segniamo il ritorno delle vetture di Segmento A - ha spiegato il manager -. Le prime arriveranno nel 2028, verranno prodotte anche a Pomigliano, sicuramente a marchio Fiat e Citroen, con listini inferiori a 15.000 euro.

Un prezzo però, che va preso con riserva dal momento che ad oggi la normativa su questi veicoli non è ancora stata definita e, di conseguenza, per ora vengono sviluppate esattamente come “normali” automobili, dotate di tutti i sistemi di assistenza alla guida obbligatori per legge. 

Spazio all’ibrido

Nei prossimi anni, poi, l’elettrificazione diventerà ancora più centrale nella strategia di Stellantis. “Stiamo lavorando allo sviluppo di un nuovo propulsore full-hybrid messo a punto internamente e non realizzato in collaborazione con partner esterni - ha dichiarato Cappellano -. Questo sarà appositamente pensato per trovare posto su modelli di Segmento B, attualmente privi di questo tipo di motorizzazione”.

Nuova vita per Lancia e DS

In conferenza si è poi parlato anche di alcuni brand il cui futuro è stato più volte messo in discussione in questi ultimi anni, ovvero Lancia e DS. Stando alle parole del Responsabile per l’Europa di Stellantis, troveranno un inquadramento tutto nuovo: “Dobbiamo far lavorare Lancia e DS in maniera più sinergica con Fiat e Citroen. Del resto, DS ha sempre funzionato bene quando aveva un’impostazione complementare ai modelli del Double Chevron”. Insomma, i rapporti e i posizionamenti dei due marchi potrebbero cambiare nel prossimo futuro.

L’Italia non si tocca

Detto del prodotto, Cappellano si è poi concentrato sul ruolo degli stabilimenti italiani. L’annuncio del taglio alla produzione di 800.000 unità in Europa, infatti, aveva fatto tremare, e non poco, soprattutto i sindacati. “La produzione negli stabilimenti dislocati sul nostro territorio non verrà modificata - ha rassicurato Cappellano -. Guardando ai risultati dei primi tre mesi dell’anno, inoltre, posso dire che la produzione in Italia nel 2026 sarà più alta di quella del 2025”.

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