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Itala e Osca, da dover arrivano i nuovi marchi di DR Automobiles?

Fabiano Polimeni
Pubblicato il 2 dicembre 2025, 15:46
Una appartiene agli albori dell’industria automobilistica italiana, l’altra a una storia fatta soprattutto di corse, prima che di vetture stradali. Itala e Osca sono due marchi della piccola produzione di auto italiane novecentesca, i cui diritti sui brand sono stati rilevati dall’imprenditore Massimo Di Risio, che si prepara con DR Automobiles a reintrodurli sul mercato nel corso del 2026.
Itala ha una storia scritta tra Torino e Orbassano all’inizio del 1900, di fatto trent’anni di attività passati alla storia per la produzione di vetture che oggi diremmo “premium” - d’altronde, il concetto di premium era nell’automobile in sé, considerato il 1903 di fondazione della casa automobilistica da parte dell’imprenditore Matteo Ceirano. Tre decenni nel corso dei quali è passata dall’assemblare in una piccola struttura in via Petrarca, poco lontana dalla Fiat che operava in Corso Dante a Torino, al vincere il raid Pechino-Parigi nel 1907.
Un’impresa d’altri tempi per dimostrare come quella cosa lì, l’automobile, fosse un oggetto in grado di competere con treni e transatlantici per gli spostamenti sulle lunghe distanze. Partirono in 5 da Pechino nel 1907 e la prima ad arrivare a Parigi, con distacco, fu l’Itala 35/45 HP del principe Scipione Borghese, con il fidato autista Ettore Guizzardi e, a documentare l’impresa, un inviato di guerra del Corriere della Sera: Luigi Barzini. Non c’era modo migliore di narrare i progressi della tecnica e le gesta eroiche, a ridosso di quello che sarebbe stato il periodo Futurista.
Presto Itala spostò la produzione a Orbassano, ampliando le strutture con gli investimenti che arrivarono nel 1904 da altri soggetti, che portarono il fondatore Ceirano a uscire dalla società nel 1905. Creerà subito dopo la SPA - Società Piemontese Automobili.
Itala continuerà a produrre vetture di alta gamma, a innovare introducendo i fari elettrici, a realizzare modelli come la 16HP, 24HP, 18HP, 50HP e la 100HP da corsa, all’epoca in grado di sviluppare 110 cavalli da un esagerato propulsore quattro cilindri e oltre 12 litri di cilindrata. Nelle corse Itala si affermò alla Targa Florio del 1906, prima di convertire la produzione alla realizzazione di motori per aerei e, fallimentare, la commessa di autocarri sul finire della prima guerra mondiale. Le sorti industriali del marchio soffrirono l’assenza di commesse per la produzione di auto e portarono alla trasformazione di Itala in una nuova società, Itala S.A, che cessò con il fallimento del 1931 e venne chiusa nel 1934.
I fratelli Maserati e la storia Osca

Appartiene al secondo dopoguerra, invece, la storia dell’Osca, altro brand che finirà sui modelli importati da DR nel 2026. Le Officine Specializzate Costruzione Automobili vennero fondate dai fratelli Maserati - Ettore, Ernesto e Bindo - dopo la cessione delle Officine Alfieri Maserati alla proprietà dei fratelli Orsi. Era il 1937. Solo dieci anni più tardi la Osca iniziò la produzione di motori e auto da corsa con cilindrate contenute, operando a San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna.
I successi non mancarono, il primo con Villoresi al volante della Osca MT4 (in foto) al Gran Premio di Napoli del ‘48, poi con Ada Pace alla Targa Florio, fino al punto più alto raggiunto con il successo di Stirling Moss, insieme a Bill Lloyd e al volante della MT4 con motore 2 litri da 165 cavalli, alla 12 Ore di Sebring del 1954, allora appuntamento del prestigioso campionato Sport Prototipi.
Dalle corse, negli anni Cinquanta Osca darà vita, insieme a prestigiose carrozzerie del tempo - da Frua a Vignale, Zagato, Michelotti, Fissore - a vetture stradali come le 1600 GT e GT2, in parallelo alla produzione di motori tra 1.3 e 1.5 litri, capaci di sviluppare potenze dai 90 a ai 140 cavalli. Motori forniti anche alla Fiat negli anni Sessanta. È il decennio che porterà alla chiusura della casa automobilistica, ceduta dai fratelli Maserati nel 1964 alla nuova proprietà Agusta, marchio celebre per la produzione motociclistica e di elicotteri. Nel 1966 verrà dismessa la sede (e licenziati i lavoratori) di Bologna per trasferire la struttura a Gallarate, dove un anno più tardi, nel 1967, su Osca arrivò la parola fine.
Il 2026 la riporterà su strada, vedremo in quale forma.
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