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Auto 2035, le principali misure del pacchetto Automotive: e-car, ibride ed emissioni

Fabiano Polimeni
Pubblicato il 16 dicembre 2025, 16:49 (Aggiornato il 18 dic 2025 alle 09:26)
Alea iacta est. Il dado è tratto. Dopo una lunga attesa, finanche nella comunicazione della conferenza stampa a Strasburgo e la presentazione al Parlamento riunito in sessione plenaria, il Pacchetto Automotive elaborato dalla Commissione europea ha un volto sufficientemente nitido. Procediamo per punti, così da riassumere in modo chiaro cosa cambia e come.
Rispetto al precedente piano Fit for 55, dal 2035 non sarà più vietata la vendita di automobili con un motore termico e la Commissione dice addio all’obiettivo della riduzione delle emissioni di CO2 pari al 100%.
Il -90% allo scarico e i meccanismi dei crediti Co2
Dal 2035 le emissioni allo scarico dovranno essere inferiori del 90% (rispetto ai valori del 2021) e il 10% residuo dovrà essere compensato ricorrendo a diversi strumenti di flessibilità. Il primo, la certificazione dell’impiego di acciaio green che sia prodotto nell’Unione Europea (e a basso impatto di emissioni carboniose), oppure, l'immissione sul mercato di e-fuels per alimentare i motori termici o di biocarburanti (gli HVO e gli equivalenti benzina). "(...) Le riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra derivanti dall'uso di tali carburanti sono contabilizzate come crediti di carburante per i produttori, che possono compensare le emissioni di scarico dei loro veicoli. Questi crediti di carburante possono contribuire fino al 3 % dell'obiettivo di riferimento per il 2021.
L'acciaio a basse emissioni di carbonio è essenziale per raggiungere gli obiettivi climatici dell'UE e rafforzare la competitività della sua base industriale. Il settore automobilistico è uno dei principali utilizzatori di acciaio. La modifica consente ai costruttori di veicoli di compensare le emissioni di CO2 dei loro veicoli ottenendo crediti per l'uso di acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto nell'Unione nei veicoli che producono. Questi crediti di acciaio a basse emissioni di carbonio possono contribuire fino al 7% degli obiettivi di riferimento per il 2021. Questa flessibilità incentiverà l'uso di acciaio a basse emissioni di carbonio nella produzione di veicoli e contribuirà così a creare un mercato di riferimento per la produzione di acciaio a basse emissioni di carbonio nell'Unione", si legge nel documento diffuso a Bruxelles.
Il -90% non toglie dai giochi l'elettrificazione
Saranno consentite le vendite di auto termiche mild hybrid, ibride full, ibride plug-in ed elettriche con un motore termico per estenderne l’autonomia (le range extender). Oltre, naturalmente, a vetture full electric e a idrogeno.
Il dato cruciale resta l’obbligo per i costruttori di auto di abbattere del 90% le emissioni di Co2 misurate allo scarico, il che inevitabilmente porta nella direzione di una corposa elettrificazione, peraltro già attuata. E' da segnalare, inoltre, il dettaglio che tra 2025 e 2029 i costruttori potranno raccogliere un maggior numero di crediti se il loro bilancio di emissioni di Co2 sarà inferiore al target previsto nel 2025 (mediamente 93,6 g/km, con un valore personalizzato per ogni costruttore).
Le e-car saranno la categoria M1E
Proseguendo con gli interventi del pacchetto Automotive, viene creata la categoria di vetture M1E. Sono le cosiddette e-car, auto piccole, elettriche, con un prezzo tra i 15 e 20 mila euro. Questa categoria di vetture beneficerà di un congelamento normativo decennale, l'Europa si impegna a non apportare obblighi di adeguamento per consentire ai costruttori di non incorrere in continui costi dovuti da aggiornamenti regolamentari.
Dettaglio importante legato alle e-car: i volumi di vendita prodotti con queste vetture beneficeranno da subito e fino al 2035 del meccanismo di Supercrediti Co2. Il moltiplicatore del loro peso sul bilancio di emissioni Co2 di ogni costruttore sarà di 1,3: ogni 10 auto vendute, quindi, al costruttore verranno riconosciuti 13 esemplari nel calcolo delle riduzione della Co2 sul bilancio complessivo. Un meccanismo già in vigore in questi anni sulle ibride plug-in.
Sempre sulle e-car, saranno delle auto da meno di 4,20 metri di lunghezza e la categoria (M1E) sarà destinataria di piani di incentivi statali all’acquisto, beneficerà di agevolazioni sui parcheggi, i pedaggi e ricariche a tariffe ridotte.
Veicoli commerciali, target Co2 ad hoc e "agevolato"
Altro punto molto importante e particolarmente caro ai costruttori, la previsione di obiettivi di riduzione delle emissioni di Co2 differenziate tra auto e veicoli commerciali. Dal 2030, i veicoli commerciali beneficeranno di uno “sconto” rispetto al target finora previsto (-50% di emissioni nel singolo anno) e di un adeguamento triennale. I costruttori di furgoni dovranno realizzare una diminuzione della Co2 pari al 40% e avranno tempo per farlo nel triennio 2030-2032.
Passando all’elettrificazione del mondo flotte, ovvero, le auto immatricolate da persone giuridiche e punto centrale della mobilità aziendale, il pacchetto Automotive indica un obbligo di elettrificazione dal 2030 che per ciascuno Stato membro avrà delle soglie variabili, adeguate alle diverse condizioni dei 27 Paesi dell’Unione. Le flotte dovranno avere una quota di veicoli a basse emissioni e una quota a zero emissioni, secondo un meccanismo complessivo di ZLEV - Zero and Low Emission Vehicles. "(...) Per promuovere ulteriormente la transizione verso la mobilità pulita, il Regolamento proposto chiede agli Stati membri di non concedere alcun incentivo finanziario all'acquisto, leasing, noleggio, acquisto a rate o all'operazione di veicoli corporate che non siano veicoli a basse o zero emissioni e prodotto in Unione europea", si legge ancora nel documento diffuso dalla Commissione.
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