Piani e accordi, pronti a stravolgere il mercato dell'automobile. Lo sviluppo delle vetture di domani vede impegnati anche tutti i principali attori dell’industria tech. Microsoft con Volkswagen e General Motors (tramite la “divisione” Cruise Automation), Google a braccetto con Ford e altri per i sistemi di infotainment basati su Android, Apple con il suo Project Titan e Amazon con i suoi investimenti miliardari per la mobilità elettrica. Senza dimenticare la nutrita pattuglia di aziende asiatiche e i colossi del silicio americani, vale a dire Qualcomm, Intel (con la sussidiaria Mobileye) e Nvidia, tutte impegnate sul fronte dei “system on chip” intelligenti per i veicoli di nuova generazione.

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L’auto smart, interconnessa e autonoma di domani, insomma, sarà un affare di tanti. Lo sappiamo da tempo, ma nel corso degli ultimi dodici mesi (e la pandemia non c’entra) il concetto di auto come piattaforma in cui convergono tecnologie e soluzioni di player diversi si è ulteriormente consolidato. E se per i puristi delle quattro ruote tutto ciò potrebbe sembrare provocatorio, è invece molto probabile che l’entrata in campo delle “big tech” stravolgerà le basi di un’industria che da 130 anni è sempre la stessa.

Il resto del servizio è sul prossimo numero di Auto, in edicola il 15 aprile, oppure disponibile qui nell'edizione digitale.